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19/09/2014

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Buone notizie?  Dipende.  Cominciamo da quelle dal “vasto mondo” – per l’esattezza dall’Europa “insulare” a Nord della Manica – per poi dare un’occhiata alle acque agitate del nostro stagno domestico.   Il referendum scozzese sulla possibile “secessione” della Scozia dal Regno Unito… ebbene questo si è chiuso con la vittoria di misura ma netta del “No” gli Scozzesi restano dove le armi “inglesi” li hanno cacciati tre secoli fa: forse definitivamente.

Pochi punti di distacco nelle urne: il no all’indipendenza ha sfiorato il 55%, quello che resta è andato agli “indipendentisti”, il tutto con una composta e civile affluenza che ha sfiorato il 90%.   La miglior sintesi politica l’ha data inaspettatamente il Premier conservatore David Cameron, sottolineando – dal suo punto di vista – la correttezza politica dimostrata nella indizione e nella tenuta di una consultazione che avrebbe potuto essere storica e segnare una sconfitta “inglese” senza precedenti: una sorta di “Finis Britanniae”.  La “graciousness” (corretta “urbanità”) dimostrata da un politico certamente non brillante, certamente poco sensibile alle istanze popolari, certamente poco carismatico nelle sue manifestazioni, ha pagato e può essere ragionevolmente vantata come un successo per l’intero Paese.  Un Paese che – afferma in queste ore lo stesso Cameron – è fatto di quattro “Nazioni” capaci ancora di una comune prestazione. Ovviamente assai poco rilevante l’ “intromissione” della UE ed in particolare dell’uscente Barroso. Questi aveva “motu proprio” – e nell’intento di rassicurare gli Spagnoli versus i Catalani (ecc., ecc.)  ammonito e minacciato di sfracelli (uscita forzosa dall’Europa della Scozia, incerta riammissione…) in caso di vittoria del sì.   Esattamente la miopia politica che sta bloccando l’intera aggregazione Europa: una musica ottusa da cambiare al più presto….

Ovviamente i “secessionisti” – per parte loro – hanno mostrato grande forza e grande consenso e ne riceveranno contropartite accentuando autonomia e più conveniente (per loro…) ripartizione di risorse e di rappresentanza.    In sintesi il tutto (anche se scontato in ragione della posta in gioco da difendere non solo per l’Inghilterra ma per tutto il mondo anglosassone occidentale, a partire ovviamente dagli Stati Uniti che vogliono conservare il loro “alleato di ferro”) costituisce un umiliante paragone per la “canizza italica”, tanto violenta quanto inconcludente ed autolesionista.

Saranno ancora vere le icastiche affermazioni mussoliniane (“popolo di bottegai che mangia cinque volte al giorno…”), ma forse – invece di “ammirarli” non ricambiati  (per quello dovremmo guardare piuttosto all’odiata Germania, che invece continua ad amarci irricambiata) si dovrebbe studiare il loro pragmatismo, l’efficacia della loro democrazia “formale”, l’assenza di rabbiose ed inconcludenti retoriche.

La vicenda si chiude – stando anche alle pacate dichiarazioni del leader autonomista Salmon -  senza ferite gravi.  I problemi restano ma – e qui sta la vittoria per tutti – è stata confermata l’esistenza di una via di composizione “civile”.  Grazie.

Di qua delle Alpi più che nello stagno ci troviamo in una palude puteolente, infetta ed infestata di animali nocivi (altro che orsi…).    La farsa in corso per imporre il duetto (Berlusconian Renziano) alla Corte Costituzionale (dopo 13 votazioni a vuoto…) riprenderà la prossima settimana.    Musiche sinistre ritmano la dichiarata volontà di spezzare le reni al lavoro e ai suoi diritti organizzati: secondo il Governo (ma guarda un po’…) il Fondo Monetario della discussa ed iper-conservatrice Lagarde plaudirebbe alla frusta antipopolare di “Matteosubito”.   Certamente lo faranno i suoi “storici” supporter imprenditoriali, i Farinetti, i Cucinelli e compagnia cantante.  Per non parlare del grande vecchio e già macellaio e “banchiere” di successo Denis Verdini: “conte zio” dello storico incontro tra il vecchio Silvio ed il giovane Matteo.

Quanto al nostro “riformatore”, già coinvolto nella gestione della Società paterna, trovandosi di fronte all’accusa per il genitore di bancarotta fraudolenta, è presumibile un arruolamento a sempre più alti livelli nei ranghi dei “commandos” anti-magistratura.   Quanto a questa è inevitabile il raffronto con gli anni in cui essa costituiva il fronte avanzato dell’attacco al putch politico berlusconiano.  Con quali risultati è sotto gli occhi di tutti…

In breve un caos piuttosto disgustoso ben poco coperto dalle fragili mutande impostigli da un Capo dello Stato sul quale continuiamo ad interrogarci come possa ritenere positivo per il suo – e nostro – Paese il bilancio  di ben oltre mezzo secolo di vita politica.     Colpa di Grillo e dei giovani Cinquestelle, colpa dei “ben-altristi”, colpa degli “apoti” (quelli che – come molti di noi – “non la bevono”?    Non pare proprio…  Anzi avanti con il 14esimo voto parlamentare per imporre al Paese giudici “supremi” che non vorremmo neppure come “giudici di Pace”.

Grazie Cittadini scozzesi.   Grazie odiato Regno Unito.

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