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16/09/2014

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Altro che “gufi” nel giorno fatidico del discorso dei “mille giorni” di “Matteosubito” in Parlamento.   Ora è certificato dalla neutralissima OCSE (i cui membri sono tutti i Paesi sviluppati di “mercato”, europei ed extra-europei.  L’Italia è il malato d’Europa: non è l’Europa che ci trascina verso il basso, siamo noi ad ipotecare il nostro futuro e – se mai – ad aggravare la crisi continentale dell’Unione dei 28 Paesi.    Il 2014 scenderà con – almeno – lo 0,4% del pil di decrescita.   Il 2015 – se andrà bene – staremo fermi ai livelli di un ventennio fa.

Peggio.   L’Italia è l’unico Paese – pur in un quadro di generale rallentamento – ad arretrare ancora e a sprofondare in un’ abulica stagnazione.  Ma allora – come in un poliziesco che si rispetti – chi è il colpevole?  Non occorre né Poirot, né Nero Wolfe, né – tanto meno – il grazioso Montalbano.   I colpevoli sono quelli che – per salvare sé stessi – condannano tutti noi.  Per parafrasare il simpatico ultra-conservatore Ronald Reagan: “il Governo non è la soluzione, ma il problema”.    Appunto.  La marcescente, e disperatamente attaccata alla propria sopravvivenza, “nomenklatura” politica nazionale non è la soluzione, bensì il problema.  Nonostante il disperato espediente di affidarsi ad un giovane leone la cui unica riconoscibile dote è un ego super-ipertrofico (e che –tra l’altro – lo induce a circondarsi di “mezze calzette” di cui la classe dirigente italiana abbonda).

I tre governi “cucinati” fuori della fisiologica dialettica democratica e costituzionale (Monti, Letta e Renzi), cioè senza ricorso diretto al voto, affidati – appunto – ad un “bouquet” di colpevoli – non di salvatori della Patria – hanno affossato il Paese senza incidere nessuno dei problemi nazionali.  Anzi, hanno continuato a fischiettare giulivi fino all’attuale incontestabile débacle.  Cento, anzi mille giorni di slogan (cazzate?): sarebbe questa la soluzione.   Di più: mentre arrivano queste notizie, si cerca di portare alla Corte Costituzionale (garante di ultima istanza del quadro costituzionale e democratico) personaggi come il Donato Bruno amico di Previti e Dell’Utri (per la destra) e – udite, udite – Luciano Violante per la “sinistra”.  Avanti tutta con il Governo “renzusconi”.   E le riforme?  Il senato degli “inquisiti” nominati e non eletti, fatti “immuni” dalla trovata del duetto “vecchia Finocchiaro, giovane Boschi”.  Manca solo il super-“Italicum” per sopprimere in Italia il suffragio universale e sostituirlo con il mito semplificatorio del “vincitore”.  Paura.

Intanto, fuori da questo indecente balletto di zombies e di sedicenti facce nuove (e teste vuote…), le teste – quelle vere – continuano a rotolare nonostante il rombo dei bombardamenti ed ormai il “Mare nostrum” (Mediterraneo) si è trasformato in cimitero a cielo aperto.    E, anche qui, come rispondiamo? Meglio affidarsi alla compassionevole Angelina Jolie (“ambasciatrice” dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati volata sui luoghi degli ennesimi mortiferi naufragi) o al ghigno del mostruoso (e vezzeggiato) leader leghista Salvini (appena ornato dalla sua “missione di studio ed amicizia” nord-coreana… che li vuole tutti morti per (dice lui) preservare i buoni ed operosi “padani”.   “Prima gli Italiani”: appunto.

Eppure ben poche tracce del caos in corso sono reperibili sui media nazionali: trionfalismo governativo televisivo e graziose litoti sul cartaceo (la “crescita” peggiore d’Europa, quando la parola giusta è “decrescita”) ovvero voci clamanti nel deserto: attenti “cavalieri” parlamentari, rischiate di essere tutti disarcionati…  Oltre naturalmente alle solite deprecazioni sull’ “antipolitica”, invenzione mediatica  che dovrebbe controbilanciare la tragica realtà di questa “classe” politica.   Ovvero la perfetta antitesi della cittadinanza, che è universale e non limitata ad una corporazione.

Su questo sfondo il discorso Di Renzi, infarcito di citazioni scolastiche (da Croce a La Pira), da termini inglesi (“Costituency”, “Open Data” e così via) e – naturalmente – da espedienti retorici declamatori, compreso un uso smodato e rovesciato di ogni possibile truismo… . può essere sintetizzato in tre semplici concetti.  Tutti fuori “focus”, tranne forse uno: quello della politica estera come quadro di riferimento imprescindibile.  Ma anche questo è stato “girato” per spacciare come trionfo governativo la nomina a “Ministro degli Esteri europeo” della povera Mogherini.

Altro punto “forte” era l’inevitabilità di tenere lui – e il suo Gabinetto – fino al 2018 (scadenza “naturale” della legislatura e dei “mille giorni” di regno.

Ed infine la “polpa” che gli è valsa – incautamente – il biglietto per Palazzo Chigi: spezzare definitivamente le reni a Sindacati, diritti dei lavoratori e loro forza organizzata e propositiva. A distruggere il resto (cultura, coscienza morale, , dignità e partecipazione) ci aveva già pensato il suo mentore Silvio Berlusconi nel ventennio in cui ha dominato anche grazie al crollo politico ed ideale dell’opposizione di comodo  dei trasformisti comunisti, post-comunisti e (per così dire) democratici.   Oggi assemblati nel Partito (unico) della Nazione. Sic…

Le repliche sono state all’altezza dello storico discorso…   Compresa la prevedibile sintesi dei “Cinque stelle” che lo hanno definito una “pagliacciata da sbruffone”.      E si sono pubblicamente domandati cosa “Matteosubito” abbia fatto nei già trascorsi 210 giorni. Chissà?… Difesa e nomine di corrotti, “grandi opere” come strumento di corruttela, indifferenza per le classi subalterne, assenza di qualunque risposta alla crisi e di proposta ideale.

Come ha icasticamente detto il forzista Brunetta: “non basta prendere impegni, bisogna onorarli”.  E, da economista, ha segnalato che il tasso di realizzazione dei primi è sotto il 20%.  Non basta.

E, comunque, Matteo stai sereno…

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