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15/09/2014

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Giustizia è fatta.     Mentre le teste degli ostaggi in mano all’ISIS (fin qui britannici e statunitensi…) continuano a rotolare.  A Roma – fortunatamente – l’unica testa che rotola (del tutto metaforicamente) è quella del nostro funzionario al Fondo Monetario Carlo Cottarelli: il Commissario pro-tempore alla “Spending Review” reo di aver rotto le uova nel paniere, o meglio di aver solo accennato ai misteri gloriosi della spesa pubblica nazionale.   Quella per intenderci che nelle regioni meridionali calcola il costo del pasto di un ricoverato ospedaliero anche al livello (degno se non di Maxim, almeno di Minim…) a 40 – quaranta – euro.    Quando in altre parti d’Italia ce la si fa con 6 – sei -.    Sparisce così dal centro di Roma un serio signore e la sua ingombrante presenza con un fastidioso zainetto presumibilmente colmo di documenti (ohibò…).   Restano le migliaia di palazzi e le decine di migliaia di loro occupanti.    Per lo più signore e signorine vestite  di scintillanti (ed assai cafoni) tailleur che dovrebbero evocare operose giornate al servizio della democrazia e dei cittadini.

E, quando diciamo migliaia e migliaia, ci avviciniamo soltanto alla realtà: basti pensare al mega-ministero della Presidenza del Consiglio dove – considerata l’inconsistente produttività ad esempio in termini di “decreti attuativi” – sarebbe più che sufficiente la “tavolata della pizza” di “Matteo-subito”.   E, d’altro canto il nostro Bonaparte della campagna fiorentina, non pare proprio più impegnato a simulare realizzazioni quanto a gestire una macchina mediatica degna di un romanzo di fantascienza.  Ovvio che un Cottarelli qualsiasi stonasse sull’insieme. Dunque fuori; torni da dove è venuto.

E chi lo sostituisce?  Semplice: il recordman dell’acquisizione pilotata di “italianità”.  Quell’economista (anzi consulente finanziario proveniente dalla multinazionale anglosassone McKinsey…) israelo-statunitense Yoram Gutgeld (il cognome è di buon auspicio: oro buono, soldi belli…) . Un signore a cui si attribuisce il suggerimento a Matteo Renzi di regalare ai pezzenti (ma non troppo) ben 80 euro.   Una gradita elemosina pomposamente definita “redistribuzione del reddito” e che ha suscitato l’entusiasmo della neo-vestale Pina Picierno che non ha avuto vergogna di stimare la “somma” come spesa mensile.

Ma il caso Gutgeld affonda le sue radici in ben altri “misteri gloriosi”. Ad esempio come si fa in Italia a diventare italiano e deputato al Parlamento in meno di 24 – ventiquattro – mesi?   Ne abbiamo già parlato, ma ora è del tutto chiaro che essendo il nostro Paese privo di economisti (e di consiglieri dell’allora futuro “Principe” Renzi) occorreva importarne uno da un Paese extra-Europeo e così il PD (allora di Bersani) provvedeva all’importazione dall’estero.   Doppio risultato: rafforzare lo staff delle future imprese e acquietare gli insanabili complessi di inferiorità di una nomenklatura a suo tempo legittimata dalla “classe operaia” e da poveracci che credono che McKinsey sia una marca di detersivi o di biscotti.

Si tratta di una pragmatica realizzazione di una “storica” follia del leader radicale Pannella, da sempre alfiere della partecipazione di Israele all’Unione Europea….   Di più, se continuiamo a stupirci di questo fatterello è perché quegli stessi che – passati dall’entusiasmo per i carri armati russi a Budapest ad un imbarazzante appiattimento ultra-atlantico – confermano nei fatti l’adozione di una linea ultra-liberista che – a parole – dovevano ribaltare o, quanto meno, tarare sull’eccezionalità della crisi sociale in cui si trova l’Italia.

Ancora una volta un mondo a rovescio che contribuisce a spiegare l’attuale stordimento degli Italiani.  Ai quali si promettono continui successi che non si avverano mai.   Il semestre europeo sta per chiudersi e nessuno si è accorto di alcun risultato.   A meno di non considerare tale la “lottizzazione” a Bruxelles con la misteriosa signora Mogherini (che verrà sostituita alla Farnesina magari con la Peppa Pig… o con il redivivo ex “patron” di Renzi tal Pistelli inventore – dopo trent’anni di inutile dibattito – dell’Agenzia per la cooperazione…).

Breve un caos particolarmente imbarazzante nell’attuale contesto internazionale.   Si segnala al riguardo l’infelice intervista del Sottosegretario agli Esteri (in quota Comunità di Sant’Egidio?) in cui si proclama che nessun ostaggio italiano in mano agli estremisti islamici viene abbandonato.  Un ingresso a piedi piatti nella seria, serissima, questione dei pagamenti ai rapitori ovvero linea “dura”.  Il tutto quando ben sei cittadini (tra cui due sprovvedute ragazze…) sono detenute nelle zone di conflitto.      Anche qui evidentemente il clima farsesco diventa l’unico modo di gestire drammatiche questioni.     Un solo esempio il marò riportato per la “convalescenza” in Italia con il “solito” volo di Stato… quando sarebbe bastato un comodo volo di linea diretto tra Delhi e Roma, magari in prima classe.

Conclusione  – ahimè provvisoria – fino a quando in questo Paese irredimibile dovremo sopportare questo stato di cose?

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