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10/09/2014

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Tregua in Ucraina, tifoni ed allagamenti in Pakistan, “business as usual” (affari come al solito) in Italia.   In breve qualche giorno di calma prima delle tempeste autunnali.

Nel frattempo le pedine vengono un po’ spolverate e rimesse in posizione di gioco per la vera ripresa d’autunno (nell’emisfero nord di questo stanco pianeta) di cui abbiamo finora visto qualche anticipazione.  Per nulla rassicurante.    Ma lasciamo per un giorno da parte il “vasto mondo” e concentriamoci sul nostro Paese.

Il Governo del giovane Renzi continua ad essere inesistente… tranne che nei talk show delle televisioni pubbliche e private.  Il più grande sindacato d’Italia (la CGIL) lancia un’intera settimana di “feste” di piazza (“Piazza mia bella piazza”) in tutto il Paese: naturalmente ad ingresso gratuito… Il partito di maggioranza (relativa assai relativa… anche se ci si ostina a cifrarla nel mirabolante 40,8% raccolto tra i “forzati del voto” nelle semivuote elezioni europee) si prepara ad elezioni regionali mentre tutti i suoi candidati cadono sotto la scure di magistrati sempre più irritati per i maldestri accenni di “riforma” della “giustizia” messi in cantiere dal “Gabinetto dei boy scout”:  ovviamente cattolici.

L’apparato mediatico nazionale (pubblico e privato, anche se tutti i componenti rientrano a piano titolo in quello che una volta si definiva “parastato”…) esibisce splendide abbronzature di un’estate super-concentrata.    Al solito economia, occupazione, redditi si contraggono e non c’è un’idea di cambiamento manco a pagarla a peso d’oro.   Anzi una c’è (anche se non particolarmente nuova o utile) ricalcolare il reddito nazionale aggiungendovi quella “sommersa” o illegale: e così invece di “scendere”, si “sale”…

In sintesi una paralisi  destinata a tradursi in una – o più – frane rovinose (e non ci riferiamo a quelle fisiche sul disastrato territorio nazionale…) per le quali siamo totalmente impreparati.

Un episodio attrae particolarmente l’attenzione e potrebbe diventare un “tormentone” dei prossimi mesi, almeno fino ad essere sostituito dai nuovi mostruosi “tagli” e rincari (!!!) fiscali che accompagneranno nei prossimi mesi la legge di bilancio (delicatamente definita “legge di stabilità…): il rinnovato blocco dei salari – e dei contratti – pubblici e naturalmente di quelli delle forze di sicurezza che – in Italia – sono ben sei ed hanno un organico più che doppio delle intere forze armate (esercito, marina, aviazione…).  A conferma che lo Stato italiano i nemici ce li ha dentro, e non fuori dai confini nazionali…  O almeno questa è la sua filosofia dall’Unità ad oggi…

I “sindacati” di categoria avevano già minacciato sfracelli se il Governo avesse mantenuto il blocco su salari piuttosto miserrimi.   E “Matteo-subito” aveva prontamente replicato (come fa sempre con infantile ma maligna burbanza fiorentina) di non accettare “ricatti”.    Come se le vertenze (giuste o sbagliate che siano) fossero tali e non il “sale della democrazia”.  Già ma il concetto di “democrazia” è uno di quelli già rottamati con successo dal “nuovo che avanza”…

Sulla canizza è comunque (provvisoriamente) calato il sipario in concomitanza dell’uccisione sul posto di un ragazzino napoletano “reo” di trovarsi sul sedile posteriore di un motorino non arrestatosi alla richiesta dei carabinieri.   Aveva 16 anni e lo sparatore delle “forze dell’ordine” pochi di più.    Una situazione che richiama il Messico dei narcos (eccetera…) più che una democrazia europea.  Ma tant’è, si cercherà di “spazzarla” sotto il tappeto dell’omertà nazionale.  O peggio la si trasformerà in un “piccolo” replay del “caso marò”… gestibile senza i costi della vertenza con l’India…

Quanto alla riforma dei corpi di “sicurezza” (ed alla loro razionalizzazione, accorpamento e – magari – democratizzazione) se ne parlerà tra decenni.

Intanto la frenetica paralisi del Gabinetto Renzi si incista in quello che – palesemente – è un vuoto di competenze inverosimile in un Paese moderno: le “riforme” e in generale i provvedimenti legislativi restano annunci a cui non segue nessun testo attuativo.  Il “sistema” Renzi “salta” le burocrazie (anche quelle funzionali e competenti) ed il tutto si esaurisce in pezzetti di carta buoni al più per annunci televisivi…  E – anche qui – “casca l’asino”: mattina e sera alcuni “caratteristi” professionali (comparse televisive, burocrati della stampa, rappresentanti della “nomenklatura” politica) inscenano un finto dibattito che dovrebbe – dovrebbe – contrappuntare l’inerzia governativa.     Nulla di tutto ciò avviene: anzi un fantastico balletto di milioni di euro ha contrappuntato la “giostra” dei conduttori dalla tv pubblica a quella “privata” e viceversa).  Naturalmente per non parlare dell’“informazione” scritta, imbalsamata – come è – nel gruppo di pressione (anzi di “comando”) a cui fa capo.   E per evitare sorprese  o – sgradite – indipendenze di giudizio, le facce sono sempre le stesse.   Al punto che perfino i tortellini del buon mandarino Vespa risultano più digeribili dello stucchevole, fasullo, dibattito.  E non è che i vuoti squittii filogovernativi delle “vestali di Renzi” migliorino la situazione… salvo forse l’incremento di guadagni di parrucchieri ed estetiste.

Infine non può non concludersi questa frettolosa rassegna senza citare la nuova “rivolta” della magistratura che – dopo aver convissuto per decenni con una crisi imparagonabile con alcun Paese “occidentale” – ingaggia una battaglia “finale” con questa politica che – peraltro – ha liofilizzato la “riforma” ad un punto-chiave (sic) ovvero la riduzione delle ferie dei magistrati dagli attuali 45 (quarantacinque) giorni a “soli” 30 (trenta) dimenticando che anche in ragione delle strutture giudiziarie nazionali molti magistrati lavorano “a casa”.  Naturalmente in pigiama e senza toga.  Vero e no comment.

 

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