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05/09/2014

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Cannonate a Mariupol (una delle città cerniera nell’Ucraina russofona), prossima chiusura del Vertice Nato in Galles e qualche persistente ma contenuta aspettativa per rinnovati colloqui diretti tra Russia ed Ucraina:   Nel frattempo – nonostante la riluttanza europea ad indurire sanzioni che ovviamente danneggiano anche l’export dei maggiori Paesi UE (tra cui il nostro) – una sorta di “cappio” finanziario viene stretto intorno a Mosca.   In fondo poco più che la conferma che “voi” non fate più parte dei “nostri”… Il che – se non altro – è un dato di chiarezza e di una qualche coerenza con la situazione sul terreno…

Analogamente fluida e poco conclusiva è la risposta ai “macellai” dell’ISIS e alla minaccia globale oggettivamente costituita dal progetto “aperto” di Califfato che non può essere circoscritto come lo era l’“avanguardismo” di Al Quaeda: evidentemente si attende la costituzione di un “fronte” islamico moderato così come auspicato da un sempre più riluttante e sempre più a disagio sulla scena internazionale Presidente Obama: un’aspettativa quanto meno problematica  considerato il caos in cui si trova la “nazione” araba e l’ovvio desiderio dell’“Islam delle Isole” di non rompere i legami con quello “del deserto” senza contare il frazionamento in cui questo ultimo si trova.   A fare le spese di questo stato di caos sono tutte le prospettive di pacifica riaggregazione e di “sterilizzazione” dell’impatto crescente del “religious divide”.   Una drammatica e molto poco risolvibile involuzione che spiega la scarsità di commenti da parte della Chiesa di Roma, evidentemente timorosa che ogni ulteriore intervento possa mettere a rischio anche l’incolumità fisica di ostaggi, minoranze cristiane di varia confessione e perfino gli spazi politici dei Paesi se non più stabili certamente non “estremisti”.

In breve una situazione di stallo su tutti gli scacchieri geopolitici che – se mai – muovono verso un incistamento di tutti i fattori di destabilizzazione.   In parallelo i Paesi democratici “occidentali” continuano a convivere con i flutti avvelenati di un decennio di crisi economica e di ridimensionamento della partecipazione dei propri cittadini.  Ancora più in breve: insicurezza esterna ed insicurezza interna.  Un mix esplosivo del quale Governi impegnati in una girandola di incontri al vertice e di “formati” suppostamente aggregativi non sembrano avvedersi pienamente.      L’autoproclamatosi antagonista russo non – ripetiamo non – è l’unico fattore di “disturbo” di una “pace” del tutto inesistente. L’estensione di fatto all’Ucraina di una protezione “solidale” NATO per un Paese Non membro – quale è appunto l’Ucraina – non sembra una soluzione particolarmente geniale.   Al contrario pare “eccitare” l’incontinenza putiniana.  Sembra a noi che l‘assenza di un progetto stabilizzatore e l’affidamento agli Stati nazionali (nessuno escluso) e alla mediazione tra loro del regolamento dei conflitti sia – ogni giorno con più evidenza – un vicolo cieco.

Quanto all’Italia, il vuoto “cesarismo” di “Matteosubito” (ed il “sequestro” da parte di un ormai politicamente inesistente Partito Democratico  di ogni spinta di cambiamento riformista) sembra aprire un “autunno cileno”: la rivolta salariale del pubblico impiego (incluso il superfetato comparto del quasi mezzo milione di addetti ai sei – 6 – corpi di polizia italiani) si è già posto come detonatore di una crisi aperta delle relazioni sociali.   D’altro canto come non capirli assistendo giorno per giorno alla “festa mobile” messa in scena da un Gabinetto che accoppia arroganza ed inconsistenza.    Lo scialo finanziario continua (“allegria di naufragi” è stato detto…) con aerei di Stato che vanno e vengono in missioni pubblicitarie, nomine e prebende cresciute esponenzialmente, enti locali e in primo luogo Regioni che – invece di fare pulizia – legiferano sulle “fecondazioni eterologhe” (e magari “doppie”) finanziate dal contribuente  (quelle cioè in cui i “genitori” non lo sono affatto, magari nessuno dei due…e neppure potrebbero esserlo appartenendo allo stesso sesso): in breve anche qui un impazzimento generale destinato ad annegare lo stordimento, l’assenza di valori e prospettive   ed il vuoto di progetto.  Il tutto unito ad un totale disinteresse per la “sovrappopolazione” del Pianeta e per le sofferenze di minori “senza famiglia”, e per di più già vivi e non da costruire in laboratorio su ordinazione.

Certo in questa abbuffata onanistica gli “addetti alla sicurezza” chiedono la loro parte (e ne hanno un diritto legale e politico) ma logica elementare vorrebbe che gli “aumenti” si accompagnassero all’immediata cessazione della duplicazione tra le “Armi”: ad esempio cancellando i “doppioni” che contraddistinguono tutte le città italiane ove assai spesso due/tre corpi fanno tutti la stessa cosa. Addirittura con edifici fronte a fronte quasi fossero come Simply, Coop e Conad e compagnia cantante.   Della magistratura e delle leggi che la regolano non parliamo neppure: i risultati vanno addirittura al di là del famoso detto “summum jus, summa iniuria”, tanto chi se ne frega….

In sintesi il “guaio” è che la nostra crisi strutturale (trascurata e anzi aggravata per decenni) si colloca al centro di un futuro che non sarà certo risolto positivamente dal “uno per tutti, tutti per uno” dell’Segretario Generale della NATO, l’ineffabile Rassmussen, né dai suoi appelli all’incremento sostanziale della spesa militare dei Paesi membri, né dal rilancio di consistenti forze di “pronto intervento”.     Sarebbe viceversa utile che i leader mondiali riflettessero sull’utilità di destinare a forti responsabilità multilaterali personaggi quali lo stesso Rassmussen o il Ban Ki Moon dell’ONU e – per noi Europei – una pletora di personalità “minori”.   Ma ciò ci depassa ampiamente, anche se lo stesso competente e (a suo modo) volitivo Presidente della BCE Draghi dimostra – proprio in questi giorni – la possibilità di esercitare un ruolo propulsivo e, comunque, consapevole di complessità, interdipendenze e degli spazi di realistico intervento.  Che ciò sia sufficiente è dubbio, ma è certamente confortevole sapere che si procede – sia pure a piccoli passi – nella giusta direzione e non ci si limiti a muoversi in circolo.   Questo sanguinoso e sterile circolo  “allietato” da tutte le inumanità ed insulsaggini possibili ed immaginabili.

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