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03/09/2014

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La storia si può ignorare e certamente si può non capire (o deliberatamente oscurare agli occhi di chi dovrebbe detenere la sovranità e cioè i cittadini…), eppure pesa come un macigno ed i patetici tentativi di “farne a meno” non fanno altro che accelerare l’irrilevanza del nostro Paese.   “Mentre a Roma si discute (per così dire…) Sagunto cade” (dalle Sorie di Tito Livio….)   Quando?  Nel 219 avanti Cristo alla vigilia della seconda guerra punica per il controllo del bacino Mediterraneo.

Quella volta ce la cavammo, questa dell’oggi pare proprio di no.    Mentre prosegue instancabile il dibattito mediatico ed il coro starnazzante delle vestali renziane, viene divulgato il rapporto diplomatico statunitense (assai vecchio ma sempre valido e del tutto prevedibile) sull’inerzia governativa – nell’economia, nella politica internazionale, in tutto – dell’Italia.     Ed è impossibile credere che gli interessati e personalistici giri di valzer pro e contro Putin dalla neo Rappresentante europea Federica Mogherini possano essere un segnale di resipiscenza di fronte alla frenetica inerzia del Gabinetto Renzi.

Si terrà domani in Gran Bretagna il Vertice Nato destinato ad ulteriormente indurire (salvo improbabili ripensamenti…) l’atteggiamento – militare e di pressione economica – nei confronti della Russia di Putin, e l’Italia (oltre alle superflue dichiarazioni della Mogherini su Putin che avrebbe rotto unilateralmente il patto di “partnership” con l’Europa e l’“Occidente”) si appresterebbe ad intervenire militarmente con novanta (90) militari della Folgore.    Sai che paura per i coriacei ex-sovietici…

Intanto le “sanzioni” (ancora loro… come già tra le due Guerre mondiali) stanno danneggiando noi (l’export italiano) e non il “nemico”.   Fin qui tutto scritto tutto prevedibile, incluso il riallineamento filoatlantico dell’Europa che – con le nomine decise al Vertice del 30 agosto – ha messo alla propria testa – a parte la irrilevante ex Ministra italiana degli Esteri (fotocopia ringiovanita della scialba “Lady” Ashton…) – l’ex Primo Ministro della Polonia.   Un “pacco regalo” a Mosca  su cui bisognerebbe soffermarsi…

Bene.  Cioè malissimo perché questo “revival” del confronto Est-Ovest (ormai geopolitico, magari “storico”, e non certo “ideologico”…) era il peggio che ci si poteva aspettare per le prospettive globali la cui regolazione concertata diventa praticamente impossibile.  Non solo, ma questo rinnovato dilemma “morire per Danzica…” si incista come un’incombente bufera su di un “terzo incomodo” che sta crescendo quotidianamente e sulla ribalta globale in modo esponenziale: i macellai dell’ISIS, il Califfato islamico.    Ogni taglio di testa presentato direttamente al Presidente Obama ed offerto allo stupito orrore dell’opinione pubblica mondiale e – magari – all’orgoglio ferito della regressione nichilista in cui si trova parte del mondo islamico, ebbene ognuna di queste azioni accelera la risurrezione di un conflitto che da anacronistico è tornato al centro del caos planetario.

Il rozzo commento della destra (quella “ufficiale”…) italiana: “l’Islam uccide e “noi” facciamo la guerra a Putin…”  mette il dito sulla piaga e – appunto – conferma un nostro antico “sospetto” e cioè che i “manovratori del mondo” non soltanto presumano troppo delle proprie forze, ma soprattutto non sappiano molto bene ciò che fanno e dove dirigono un mondo che si voleva “senza più storia”.   Breve: un sanguinoso ed anarchico caos che ha ammutolito (non casualmente…) perfino il solitamente – e giustamente – loquace Papa Francesco…

Quanto a noi – Italiani – l’agenda che ci è offerta (gelati a parte) si limita ai baldanzosi annunci renziani sul superamento di… dell’art 18 dello Statuto dei lavoratori…   Oltre naturalmente a tonnellate di banali ed enciclopediche immaginarie iniziative.  L’imminente risveglio autunnale farà rimpiangere la tutto sommata bonaria ed empirica “gestione” del ventennio berlusconiano e confermerà – se ve ne fosse bisogno – la gravità delle passate e presenti connivenze regalate alla destra dalla nomenklatura politica che da decenni parassita il Paese.

Altro che “rottamazione”.    Senza retorica: di rottamato c’è soltanto ed esattamente questo Paese.

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