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17/07/2014

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la-matrigna

La calura estiva –ancorché quest’anno assai contenuta e mitigata da abbondanti piogge –ha fatto una vittima ancor prima che scattasse il consueto affettuoso appello governativo ai “vecchietti” affinché prolungassero al massimo la permanenza nel fresco confort dei supermercati (lusso gratuito) in occasione del loro acquisto (mensile) di un pacchetto di biscotti, naturalmente scontati e – magari – di qualità “canina”.

La vittima del solleone è la fatina-Ministra Boschi, esplosa subitaneamente nella imprevidente confusione che talora colpisce i soldati semplici (o le vivandiere) promosse sul posto (dal Bonaparte di Pontassieve) a marescialli d’Italia.   Sintomo del grave malessere è stata una “botta” di sincerità del tutto incongrua con lo stato d’animo del Paese e – per una volta – di buona parte della nomenklatura politica:  E che ha detto la bella Maria Elena?  Semplice: ha dichiarato ai media che una volta strappato…… (possibilmente la prossima settimana, nonostante quasi settemila emendamenti presentati…) il consenso all’orrido (e probabilmente pieno di svarioni in-costituzionali) pateracchio del neo-Senato, si passerà – udite, udite – al presidenzialismo.   Mancava solo la previsione della restaurazione monarchica e dell’intronazione di Matteo Primo con la parallela designazione di Berlusconi nel ruolo di Lord Protettore.  Absit iniuria verbis…  E, comunque, già domani dovrebbe essere deliberata la sentenza d’appello per la “gran notte” milanese di Ruby. Silvio e co…..

Evidentemente il “patronage” della sua “chaperon” (vedasi…dizionario), la “matrigna” della fiaba, e cioè la “Presidenta” della Commissione Affari Costituzionali (rectius – a nostro avviso -“incostituzionali”) Anna Finocchiaro, non è bastato ad evitare lo “scivolone”.   Meglio rimandarla in Africa a raccattare qualche altro ricciuto e fotogenico pargolo da “svezzare” a colpi di pizza all’italiana e cappuccino con cornetto.   Apoteosi della civiltà italica che – come è noto – “tutto il mondo ci invidia” (piattaforma “culturale” renziana…).   Anzi, dopo la “pesca” in mare operata questa notte dalla Marina di alcune centinaia di ragazzini africani, la Boschi potrebbe farci risparmiare i quattrini del sontuoso aereo presidenziale e accontentarsi della Sicilia.  Invece di volare nell’esotico Congo dei “31”.

Seriamente: la sortita della fatina ha determinato un soprassalto in un certo numero di “gufi” (Matteo dixit) perfino di destra e così l’aula “sorda e grigia” (antica definizione del grande giornalista Benito Mussolini che aggiungeva: “ne farò un bivacco per i miei manipoli”)  si è d’incanto rianimata mettendo di fatto in crisi la militarizzazione renziana.    Così è accaduto un piccolo miracolo: denuncia delle mistificazioni governative con accluso improprio accostamento al modello federale tedesco, richiamo alla natura “fondante” della nostra Costituzione. Disprezzo della sentenza della Corte costituzionale che – dopo aver “cassato” il “mattarellum”- si vede ricompensata con il peggiore “Italicum”: di fatto poco meno che una accusa esplicita di deriva autoritaria e di svuotamento dei diritti di partecipazione e rappresentanza dei cittadini.   Sono perfino risuonati i nomi di Giacomo Matteotti e Giovanni Amendola, entrambi vittime del fascismo trionfante…

Così come l’effetto dello starnuto a Roma sul terremoto a Pechino, la improvvida Elena ha rivelato all’universo mondo non soltanto la portata vera dell’“accordo del Nazareno”, ma anche che il suo capo (anche “nostro” grazie al consenso di un Italiano su cinque e forse anche della coazione a ripetere del pluriPresidente della Repubblica) – visibilmente incapace di tirare fuori il Paese dalle secche non già della recessione, ma dello “sfarinamento” di un intero apparato produttivo, di un tessuto sociale demolito dal ventennio berlusconiano e dall’eclissi totale della sinistra e di una qualsivoglia opzione riformista – basa il proprio potere su di una “mission” autoritaria affidatagli incautamente chissà da chi.   Tra gli obiettivi della demolizione renziana c’è anche il referendum popolare (reso di fatto impossibile con l’innalzamento del numero dei cittadini presentatori), la soglia dell’8% per le liste autonome, il divieto di preferenze e via massacrando i diritti costituzionali di partecipazione.   Poco male, il mefitico “pacchetto” piace a Maria Elena e tanto basta.

Chi poi avesse creduto nella “ramazza” grillina appare stremato dallo spettacolo offerto dal “movimento” ormai vera e propria performance quotidiana tipo “dilettanti allo sbaraglio”.

Dunque, che fare? prima capire, poi discutere.  A partire dall’Europa che non è affatto la fonte dei nostri guai, bensì l’unico argine rimasto contro i medesimi.   Il caso Mogheroni, D’Alemini ha del resto agitato buona parte della notte bruxellese.   Acutamente il Premier – messo di fronte al dissenso europeo e al rinvio delle decisioni per i vertici dell’UE al fatidico 30 agosto – invece di fare la benché minima autocritica – ha dichiarato che era meglio “inviarsi un sms” invece di sbattersi fino alla Capitale europea.  Un dubbio: non sarà che non sia la sola diligente Mogherini ad essere di fatto inadeguata ai compiti per i quali viene proposta? O invano imposta.

“Piccola” coda palestinese.   Il massacro – da parte della marina israeliana – dei ragazzini che giocavano al pallone sulla spiaggia di Gaza (già perché la striscia è rinchiusa tra il mare ed il “muro”…) ricorda sinistramente il “caso dei marò”.  Su questo episodio è d’altronde arrivato il momento di dire che – anche ammessa la successiva doverosa “tenuta” militare dei medesimi – un qualche “errore” c’è stato.  Notoriamente aggravato dagli ulteriori errori della Farnesina e dei suoi “esperti”: dal “Ministro” Terzi all’ “oriundo” Staffan.  È impossibile continuare a nascondersi il fatto che la confusa missione dei marò era anti-pirati, non anti pescatori inermi.

Già ma tutto prova che l’Italia – a furia di mentire a sé stessa – ha praticamente “perso la bussola”.   Che la ritrovi è dubbio.

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