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16/07/2014

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“Fantastico”, afferma il giovane Renzi: dopo l’Alitalia anche l’Indesit della famiglia Merloni (che era stato un pezzo importante del miracolo industriale italiano: chi scrive ricorda che ancora negli anni ’80 il Giappone economicamente trionfante a Tokio studiava e “copiava” gli elettrodomestici “bianchi” italiani e quelli della Nomisma prodiana ci scrivevano i libri sopra).   Ora quello che – secondo Renzi è fantastico è la svendita del Paese: si vende tutto il vendibile dall’Inter all’Alitalia (che non varrebbe un soldo bucato se non fosse collocata al centro della “portaerei naturale” italiana, cioè in mezzo ad un enorme traffico aereo di cui l’Alitalia non si è mai “accorta” Ma anche sarebbe una “vittoria” l’acquisto dell’Indesit da parte della statunitense Whirlpool…

Peccato che nessuno si compri gente come l’ex Ministro e grande banchiere Passera (tanto per dirne uno…) nato come funzionario della Società internazionale di consulenza USA McKinsey e passato per tutti gli onori della nomenklatura… E con lui tutti gli altri.  Ma se Renzi trova fantastico che – almeno – le fabbriche ex Merloni non chiudano  – per ora – e poco male se non fanno più parte dello stock manifatturiero nazionale – noi troviamo indecente che il Parlamento manco ci pensi a discutere il futuro (se ci sarà…) economico di un Paese in liquidazione (i cartelli dovrebbero essere quelli: “saldo, vendita finale,  “tout doit disparaitre” (“tutto deve sparire”).  Proprio come a Parigi sui Grandes Boulevards…

Nel frattempo i grossi calibri (l’ultimo il leghista Maroni…) anche se indagati restano avvitati alle lucrose poltrone e soltanto qualche malcapitato “straccetto” viene fatto volare (es.: il responsabile campano dell’Agenzia delle Entrate…).   Gli Italiani – cioè tutti noi – vivono intanto all’insegna della famosa gag di Totò che – schiaffeggiato e chiamato Giuseppe – continuava a sorridere imperterrito… poiché il suo nome non era “Giuseppe”…. A chi gli chiedeva perché non reagisse, rispondeva serafico: “mica mi chiamo Giuseppe”…

E ancora vale il detto “la situazione è grave, ma non seria” mentre aspettiamo “ad horas” la svolta nelle nomine europee: in particolare il “caso Mogherini”.  Anche qui un caso tutto fabbricato da noi e che rischia di ritorcersi contro.   La storia: incuranti del fatto che l’Italia è da anni (decenni?) fragilissima e poco consistente proprio in politica internazionale (del resto né più né meno che l’Unione Europea) si tenta l’azzardo di una candidatura debole politicamente (ritenuta da molti Paesi europei schiacciata simultaneamente sia su Washington che – peggio ancora – sulla Mosca del revanscista Putin e debole “personalmente” in ragione della oggettiva “inesperienza della Mogherini medesima.   Al delinearsi del fronte ostile Renzi non risponde accettando l’idea dell’ex Premier Letta in sostituzione dell’uscente Van Rompuy quale Presidente del Consiglio UE, bensì “sparando” la candidatura a Ministro degli Esteri UE di D’Alema (di cui evidentemente “si fida” di più e che piace di più al suo partner di Governo (e del “Nazareno”) Silvio Berlusconi.   Fantastico: quasi un replay della favola di Cappuccetto rosso (Mogherini…) che si trasforma d’incanto da giovane “nonnina” nel “lupo cattivo”… nascosto sotto le coltri.  Signori miei…. Sotto la cupola del Brunelleschi siamo furbi da mezzo millennio…. Vedremo….

Seria è viceversa la situazione a Gaza dove il “cessate il fuoco” non è neppure partito e le vittime (per almeno ¾ civili e bambini) continuano a crescere sotto i colpi “intelligenti” dell’aviazione israeliana.  I lanci più o meno a casaccio dei missili di Hamas appaiono al massimo una specie di “venderemo cara la pelle” o piuttosto un alibi per la continuazione dell’offensiva da parte di Israele. Una impasse in cui nessuno sembra disposto a fare un passo indietro.   E intanto la giornata si è aperta a Gaza non con le campanelle di scuola, ma con il rombo dei jet e lo scoppio delle prime bombe quotidiane.

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