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14/07/2014

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Anche questa settimana pre (o post…) festiva (considerato il clima non propriamente estivo…) si apre sotto il segno dell’incertezza e della confusione.  E –purtroppo – con l’angoscia per i fatti di Gaza , per le vittime (stimate in poco meno che duecento morti ed un migliaio di feriti: praticamente tutti civili).    Si snocciola la litania della diplomazia internazionale: tutti parlano e ben poco si conclude.

Colloqui dei “Grandi” a Vienna, “caveat” delle Nazioni Unite, appelli del Papa e – ciliegina sulla stucchevole torta – l’annunciata missione del Ministro degli Esteri Mogherini in Palestina (dove?, per parlare con chi, userà le pesanti connection israeliane del suo Capo?).  Insomma ben poco di cui rallegrarsi salvo la sinistra conferma che la storia non è affatto progressiva e – viceversa – si avvita in spirali sempre uguali mentre i cosiddetti “uomini e donne di buona volontà” appaiono sempre più frustrati e disattenti.  E come potrebbe essere diversamente quando la stessa Gaza comincia a rievocare – udite, udite – il ghetto di Varsavia: magari postmoderno e – certamente (con buona pace della retorica di Abu Mazen…) non mirato al genocidio o allo sterminio.       Il che non ne diminuisce l’orrore e l’ “inutilità”.

In Italia si continua imperterriti con una inverosimile follia.  E’ iniziata in queste ore una farsa che – chissà perché – viene tratteggiata come un ennesimo trionfo nazionale: la rimozione dall’isola del Giglio del mastodonte portato al naufragio da una delle più significative “maschere” italiane, il cosiddetto Comandante Schettino: l’uomo che “aveva freddo e paura del buio”…  Infatti un’operazione dovuta che avrebbe dovuto ragionevolmente essere svolta con la minor pubblicità possibile  suscita fremiti nei media: le affondiamo, le “salviamo”, siamo forti…

Il panorama politico presenta forti assonanze: manca solo la nomina (magari al posto dell’impotente Cottarelli la cui “Spending Review” è già iscritta nel libro dei sogni nazionale) di un “Salvation Master” come quello preposto alle operazioni “Concordia”.  Oggetto della “salvation” sarebbe naturalmente l’Italia Renziana, Paese dei balocchi (loro…) che manco Pinocchio…

Siamo infatti alle ultime battute non già di un progetto di rilancio dell’economia e del Paese, bensì di un atto di illusionismo politico senza precedenti: una specie di salto mortale carpiato che prevede la trasformazione dell’architettura istituzionale in una sorta di consiglio circoscrizionale nazionale con le nomenklature locali investite di una buona quota delle decisioni politiche.  Al tempo stesso Renzi non andrà in vacanza prima di essersi assicurato che le elezioni (quando e se ci saranno) dovranno essere immunizzate da qualunque influenza da parte dei cittadini.  I quali voteranno con il pollice come già al Colosseo.   Alla faccia del pluralismo che era la nostra unica ricchezza.

Naturalmente nulla di nuovo sul fronte della ripresa: i “poveri assoluti” (quelli che hanno difficoltà anche a nutrirsi) sono passati dai 2,4 milioni del 2007 ai 4,8 milioni del 2012 e (come nota la sociologa Chiara Saraceno) i dati più recenti non potranno che aggravare questo spaventoso panorama.    Nulla potrà però turbare l’operosa letizia della Ministra “salva-trovatelli” (a spese nostre) Boschi e della sua sodale la “rediviva” Anna Finocchiaro: con l’aiuto del “grande saggio” Calderoli (quello del maiale sulla maglietta anti-musulmani) in una decina di giorni – prima delle meritate vacanze (ma queste che erano?) – completeranno la loro “rivoluzione del buon senso”.  Di chi?

Sul tutto grava l’ombra minacciosa di una nuova sentenza su Berlusconi e la notte brava della Questura di Milano di Ruby, Nicole e comprimari vari.  Già si invoca una qualche “grazia” per lo “statista”.   E, al tempo stesso, qualcuno si domanda cosa cavolo abbiano stabilito Arlecchino e Pulcinella nello “storico” incontro del Nazareno.

Unica “buona” notizia (a meno di non ritenere tale la vittoria a Rio dei seri e bravi Tedeschi) è l’imminente sparizione dell’Alitalia fagocitata più che dagli Emiri (anche loro ci vogliono bene…) dai loro soldi e da un management internazionale meno inetto dell’ultimo cinquantennio siglato AZ.   Sic transit gloria mundi.   Quanto agli esuberi – lo voglia o no l’astuta CGIL – sono “c… loro”, come gli esodati ed altri Italiani che adorano “Matteosubito”.

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