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09/06/2014

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Ancora una volta una boccata di aria fresca ha illuminato un torrido week end estivo.   E ancora una volta questa viene da un’iniziativa promessa a Gerusalemme da Papa Bergoglio e puntualmente realizzata come previsto in Vaticano.    A pregare per la pace c’erano Israeliani (Peres) e Palestinesi (Abu Mazen).  A sottolineare il carattere non direttamente politico dell’invito papale la presenza del Patriarca ortodosso.

Non vi sono state prese di posizione o impegni, ma il senso è diretto e profondo: la Chiesa di Francesco ricuce giorno per giorno il divario tra le parole ed i fatti e così sana – meglio disinfetta – molte piaghe del suo recente passato… ed anche di una tradizione che vedeva le prese di posizione del Vaticano sempre dopo – e non prima – le crisi.    Oggi il Papa parla e “ci prova”: a noi basta.   Non solo ma – così facendo – sottrae alibi pseudomorali ai conflitti, mettendoli a nudo e delegittimandoli agli occhi delle opinioni pubbliche nazionali ed internazionali.

Tanto per cambiare solo cattive notizie sul fronte interno: a meno di non considerare buone notizie le “rodomontate” del giovane Premier – “Matteosubito” – che “sbatterebbe” (al condizionale…) in galera i ladri di Milano e Venezia.   Naturalmente si fa per dire…  Al tempo stesso rifiuta – come ovvio – qualunque analisi sull’intreccio malavitoso che presiede ad episodi non isolati ma legati in un sistema che è il “selfie” di una Repubblica stracciona e spudorata.  Episodi generalizzati e legati a filo doppio.  MOSE, Expò (a quando la famigerata TAV?): si ruba dappertutto e da parte di tutti (politici, generali, istituzioni di “controllo”)

Per concludere su di un tono leggero questo resoconto non ripeteremo analisi a tutti note, ma citeremo uno dei protagonisti (non indagato).   “Chi mi conosce sa che sono incorruttibile”.   Così – senza ombra di riserbo e/o di pudore – il Commissario “unico” per l’Expò Giuseppe Sala.

Ma insomma se non era coinvolto e non sapeva nulla, che ci stava a fare?  Visto anche lo stato pietoso e ritardatario dei lavori per Milano 2015.

D’altro canto – non bastassero le amenità “milanesi”: ricordiamo che nel “greppione” del MOSE c’è anche l’ex “fiamma gialla” e pezzo di marcantonio Marco Milanese, già “braccio destro” del Ministro per l’economia – per così dire, trattandosi del commercialista dei plutocrati – Giulio Tremonti.   Sarebbe bastato andare a fondo dei precedenti episodi che l’hanno visto coinvolto per risparmiare un bel po’ di soldi dei contribuenti.   Altri soldi si sarebbero risparmiati se il generale “spigola” (quello che usava aerei di Stato per trasportare pesce fresco in montagna: capricci che ricordano l’imperatore Tiberio a Capri) non si fosse salvato dal “caso” e non fosse stato premiato da Berlusconi con un bel seggio parlamentare; inducendo così il Generale Spaziante a fare di meglio….    In verità tutti i corrotti (appena lo volessero) hanno ricevuto una bella carica elettiva grazie alle liste bloccate: una Legge Severino a rovescio…

E mentre Renzi ad Hanoi annuncia l’offensiva del “sistema” Italia e poi fa una “extenction” a Shanghai, irritando i Cinesi che ragionevolmente non amano essere collocati nel “cesto” dell’Oriente “misterioso” (per la nomenklatura italiana), a Roma quel che resta dei “patrioti” (sovvenzionati da noi) dell’Alitalia annuncia che prima dell’arrivo degli “emiri” bisognerà sbattere fuori più di 2mila lavoratori (e se poi non lavoravano bene o abbastanza la responsabilità era dei patrioti medesimi).   E dei Governi da Berlusconi ad oggi.     Ma tant’è la questione della Compagnia di “bandiera” è un’epitome non già del “Sistema Italia”, quanto del “caso Italia”.  E, dunque, via libera alla scimitarra degli emiri.  E non si chieda ai contribuenti di ulteriormente finanziare un vettore di cui molti decenni ci si può solo vergognare.

Ma, quanto alla vergogna, ce ne è da spargere a piene mani: oggi nel mirino (ma tutti lo sapevano…) c’è l’ex Ministro dei Lavori pubblici di Berlusconi: quell’ingegnere Pietro Lunardi, noto anche come il re dei tunnel.  Pare che arrivassero molto bene alle pubbliche finanze.

E non è finita con le cattive notizie: ai ballottaggi delle amministrative parziali la percentuale dei votanti è crollata ancora perfino sotto il 50%.  L’euforia del PD per l’autoaffondamento di Grillo (non tanto dei 5 Stelle che hanno – ad esempio – strappato Livorno al PD) è durata l’ “espace d’un matin”: l’Umbria (che ben conosce comunisti e post-comunisti ed è palesemente stanca di una monocultura politica pluridecennale) ha girato le spalle al PD.

Sempre su di un tono “leggero” – e tenuto conto del persistente malumore del confindustriale Squinzi – pare che soddisfatto di Renzi sia soltanto il suo amico Farinetti.  Oltrefrontiera e tanto più quanto più remoti sono curiosi di verificare direttamente l’ultima “scoperta” italica.  In Oriente poi le credenziali sono ottime: in Vietnam perché ancora si ricordano le visite del Sindaco “santo” di Firenze Giorgio La Pira quando le bombe statunitensi cadevano su Hanoi, in Cina perché Renzi si chiama come il ben più famoso Matteo Ricci (“Li ma tuo”) il Gesuita di Macerata che fece saltare il diaframma Occidente Oriente.

Che più?  Una recente indagine su scala europea ci dice che la media UE della “soddisfazione sul lavoro” è del 53%, quella italiana è meno della metà (25% un solo italiano su quattro).  Meno male che ci sono sempre più disoccupati…

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