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22/01/2013

Flash

Loro non sono angeli, ma noi cosa siamo?

Questa lettera dalla California sulla seconda inaugurazione di Obama spiega a pieno cosa ci possiamo aspettare nei prossimi quattro anni principalmente per gli stati uniti ma non solo per questi. E cosa possiamo aspettarci dalle nostre proprie elezioni? In tutta onestà,  molto poco, se considerate quanto segue.

Il dibattito sulle questioni di fondo è un soufflè vuoto, che cerca soltanto il biglietto vincente per catturare l’approvazione degli elettori.  Partiti politici e coalizioni vengono fuori senza nessun rispetto per le idee e gli interessi sociali. Leaders di secondo piano vengono inventati quotidianamente. E lo stesso accade con i futuri parlamentari. Visione e proposte politiche nazionali sono considerate cattive – o quantomeno stupide- parole.

Il Primo Ministro (attualmente) sta soltanto suggerendo di “tagliare” le ali o – più chiaramente- di “silenziare” gli  “estremi”. Non una parola su un Paese (e un popolo) che è declinato di più del 2% quest’anno e farà probabilmente lo stesso il prossimo.

L’idea di base è di tagliare quello che abbiamo di meglio rispetto agli Americani ( welfare e solidarietà, teste aperte e idee differenti) e combattere per raggiungere una posizione di secondo piano nel mondo globale capitalistico.

Peggio. La differenza tra loro (gli americani) e noi sta in questo: loro hanno il diritto di sperare, di competere, di sopravvivere in un ambiente dinamico. La dove gli italiani hanno il diritto all’asfissia, naturalmente con anestetico gratis…la campagna è su questo: preferite l’uomo triste che ha guidato il paese per gli ultimi 15 mesi e che ancora insiste che le vittime della crisi ne sono responsabili (l’esatto contrario del “nessuno sarà lasciato indietro” di Obama) o volete il ritorno del leader di plastica? Senza contare che entrambi stanno buttando miliardi di euro nell’acquisto di dozzine di cacciabombardieri (prodotti dalla Lockeed…) che i più seri commentatori militari ritengono del tutto inutili.

Infine ricordando che altre scelte (naturalmente più ragionevoli) non saranno la soluzione, ma solo il primo passo.   Così, cosa siamo noi?

 

They are no angels, but what are we?

This letter from California on Obama’s second Inauguration  fully explains what we can expect in the coming four years mainly for the US, but not only for them.    And what can we expect from our own elections?   In all honesty, very little, if you consider the following.

The debate on issues is an empty soufflé only searching for the lucky draw in catching voters approval. Political parties and coalitions come out without any respect for ideas and social interests. Second rate leaders are invented on a daily basis and the same is done with future MP’s.  Vision and national policy proposals are considered bad – or at least stupid – words.

The Prime Minister (at this moment) is only suggesting to “cut” the wings, or – more clearly – to silence the “extremes”.   Not a word on a country (and a people) that declined by more than 2% this year and likely will do the same next year.

The basic idea is to cut what we have better than the Americans (welfare and solidarity, open minds and different ideas) and fight to attain a second tier position in the global capitalistic world.

Worse. The difference between them (the Americans) and us lies in this: they   have the right to hope, to compete, to survive in a dynamic environment  where the Italians have the right to asphyxiate, of course  with free anaesthetic… The campaign is on this: do you prefer the sad man who led the country for the last 15 months and is  still repeating that the victims of the crisis are responsible for it (exactly the opposite of Obama’s “no one will be left behind”) or you want the return of the plastic leader. By the way both of them are wasting billions of euros in buying dozens of fighters-bombers (Lockeed…) that, according to serious military experts are plainly useless.

Keeeping in mind that other (of course more reasonable) choices will be not the solution, but the first step.    So what are we?

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