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27/05/2014

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70Battle_of_Solferino - WEB

Ok.   La polvere della battaglia si è immediatamente depositata.   Nessun paragone è possibile né con “Domani in battaglia pensa a me” dello scrittore contemporaneo spagnolo Xavier Marias con tutte le implicazioni morali di una emblematica Battaglia di Salamina trasposta tra l’oggi e la guerra civile in Spagna, ma soprattutto nulla lega l’attualità italiana alla battaglia di Culloden Moor del 1746 dove i lealisti britannici celebrarono la propria vittoria con indicibili torture e scempi inflitti agli scozzesi rei di aver cercato – con l’indipendenza – una impossibile restaurazione degli Stuart.

Da noi sono bastate un paio di pastiglie di Maalox (anti-acido) uscite dalle tasche di Grillo per sé e per il Casalegggio con cappellino e la promessa di “andare un po’ in vacanza” (scelta impossibile per quei “pensionati” che avessero incautamente seguito domenica scorsa il generale Grillo “scopritore” di quel “fattore P”  (p come pensionato…) che gli impedirebbe a suo dire di rivoltare l’Italia come un calzino e depurarla di tutti guasti (a partire da quelli morali e di ignavia).   Sul versante dei vincitori – anzi del vincitore “Matteosubito”- è partito un gesto di clemenza e l’invito a partecipare alle “grandi riforme”… Dio sa quali siano…

Breve.   La “Saggezza italica” ha fatto sì che l’epico scontro prendesse la consueta piega dei “tarallucci e vino”. Ma, soprattutto, i leader vincitori e vinti hanno dato prova di una statura che fa ben sperare per il futuro.  Nonostante il non roseo presente. E tanto peggio per chi non se ne accorge ed anzi rifiuta di fare la sua parte..

Ciò premesso e sempre con l’intento di non guastarci il buon umore consentito dal carattere tutto sommato “sportivo” della contesa (anche se – ad onor del vero – ci risuona nella testa il volgare detto: anche se cambiano i “ca… ” (fascia protetta…), i “cu…” restano gli stessi…, vediamo rapidamente come si prospetta l’immediato futuro.   D’altro canto nessuno sa se questo futuro sarà fatto di “nuovo che avanza… con rottamazioni a raffica”, ovvero di placida navigazione tra un arresto (l’ultimo quello del “ras” ecologico Corrado Clini che risulterebbe rimpinguatosi di milioni di euro a colpi di mortifere degradazioni ambientali ed internazionali “liberato” Iraq compreso) ed un’opera inutile (dalla TAV all’Expo’) con in più lo spettacolo “dilettanti allo sbaraglio” quotidianamente in cartellone grazie alla lungimiranza del giovane Premier.

Così mentre si festeggia l’imminente apertura del semestre UE a Presidenza italiana (potenza dei turni….) gioiosamente coronata dal PD primo Partito (per consensi elettorali) nel gruppo europeo socialista e democratico (PSE) e, dunque, intitolato a grande visibilità istituzionale, affiora nel dibattito (si fa per dire…) nazionale l’annosa questione del PD erede della tradizione – e del ruolo – che già fu della Democrazia Cristiana che tutto raccoglieva e tutto “processava” nel suo ruolo maggioritario e centrista.     Noi dissentiamo da questa impostazione per la semplice e buona ragione che la cara vecchia DC aveva valori solidaristici, “materni”, che lo svelto Renzi ignora completamente nei suoi fremiti neo-liberisti: anti sindacato, 80 euro ai poveracci, abolizione delle garanzie per i lavoratori (pardon: indilazionabile flessibilizzazione del “mercato” del lavoro).  Tanto per cominciare…

Piuttosto Renzi – che pure ha precise radici democristiane – ha curiosamente assunto tratti leninisti sia nella gestione del Partito che, soprattutto, del Governo e della propria partecipazione ai ruoli istituzionali: ne sono prova tra l’altro le candidature alle elezioni europee inzeppate di incompetenti (tipo la “recordwoman” di preferenze sorella coniglietto Bonafé che sbagliava perfino la data delle elezioni…).  Insomma la “cuoca” al timone dello Stato di leniniana memoria.  Beninteso purchè sia femmina…

Infine, però, il quadro internazionale potrebbe imporre maggiori riflessioni al nuovo “unto del Signore”: in particolare l’orientamento e le future cariche nell’Unione.  Sarà infatti nel contesto europeo che – paradossalmente –  l’Italia potrà – e dovrà – giocare un ruolo maggiore, e qui non sarà ininfluente la scelta tra il conservatore Junker ed il socialista Schulz; come pure inviare Tizio o Caio nella Commissione europea.

Vedremo.  Per intanto godiamoci la nuova Italia – se non socialista – almeno “democratica”…

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