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02/05/2014

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Ancora una volta c’eravamo sbagliati.   Non era vero che al “concertone” (ahimé)  del I Maggio a San Giovanni, la piazza proletaria di Roma ove ormai la politica appartiene a Beppe Grillo e non più alle storiche organizzazioni sindacali e di sinistra istituzionale, la musica avrebbe ancora una volta surrogato i contenuti collettivi.   Infatti di politica si è parlato, eccome.

Lo ha fatto il rocker Pelù, che ha deciso di togliersi sassolini dalle scarpe e spolverare vecchie ruggini.  Con chi, contro chi?  Semplice con “Matteosubito”, il quale ogni giorno che passa non risulta poi così amato, un “fidanzato d’Italia” che certamente fa fremere le sue “groupies”, ma sempre meno i cittadini qualunque.  Rockers compresi.

L’oltraggio è stato grande avendo Pelù attribuito la “paternità” del neo Primo Ministro addirittura al famigerato Licio Gelli che – magari indirettamente – ne sarebbe l’inventore e il patron.  Non pago della sua audacia, avrebbe rincarato la dose sminuendo la “storica” riforma renziana (l’unica – quasi – realizzata…) della (selettiva) elemosina di ben 80 euro ai semi-poveracci (niente per i poveracci-poveracci).   Questa irriverente critica era veramente troppo e così – mentre il Premier manteneva un dignitoso silenzio (tipo: Pelù chi era costui?) la capolista PD del Sud Italia, tal Picierno, si scatenava in un “numero” già collaudato nel talk show di regime: l’elencazione delle mirabilia fattibili con la cospicua somma, frutto della generosità e della lungimiranza governativa….  Non cospicua per il milionario Pelù… ma – appunto – per i “poveracci”.     Che dire?  Ormai il livello è questo e l’ottusità, coltivata con cura dai media nazionali, se ne bea e rilancia quotidianamente.   Roba da rimpiangere il “Comandante” monarchico Achille Lauro e le sue scarpe regalate agli elettori napoletani: la destra subito, la sinistra a voto avvenuto.  Tecnica di consenso che dovrebbe essere sopravvissuta data la circostanza che vede – tra gli ambulanti napoletani – la presenza massiccia di scarpe vendute una ad una e spaiate.   Oltre cinquant’anni sono passati invano e presenze come quella, tanto loquace quanto leggermente sfrontata, dell’erede Mussolini (ahimè) testimoniano che il panorama nazionale è inalterato, soprattutto – ma non solo – sotto il Vesuvio.

Archiviato il titanico scontro, si può passare ai fatti.  Intanto quelli domestici: centinaia e centinaia (pare oltre mille in un giorno) di nuovi immigrati dal Sud Mediterraneo, l’Italia terza (su 28 Paesi) classificata in Europa per disoccupazione e soprattutto per quella giovanile (che sfiora il 50%…) .   Insomma un disastro da “guerra perduta… e da “ricostruzione” neppure cominciata.   Ma quel che è peggio è la difesa ad oltranza di una classe dirigente (non solo politica…) di sé stessa e dei propri meccanismi di potere.  L’autoinoculazione del “ricostituente” renziano ricorda il  famoso Gerovital della Dr.ssa romena Ana Aslan che – almeno – sopravvisse fino al 91esimo anno.      E’ un po’ quello che dichiaratamente intenderebbe fare il Caimano che – con la consueta modestia – ha fissato da tempo il “target” dei 120 anni.   E beato chi ci si identifica…

Intanto, mentre ancora si agita la coda della provinciale polemica anti-tedesca alla quale non vogliamo dedicare neppure una riga (riservandocele – se mai – alle fantasie anti-euro e all’autarchia aglio olio e peperoncino…) il panorama internazionale continua a sussultare e a presentare crepe per nulla rassicuranti.  La crisi ucraina è lungi dall’essere conclusa e trascolora in fatti militari tra “lealisti” ucraini ed elementi filo-russi nell’Est del Paese.  In Medio Oriente i segnali di ricomposizione palestinese irritano Israele, che tutto vuole meno la stabilità dei suoi vicini ed avversari (e per questa ovvia ragione non risulta essersi preoccupata più che tanto della tragedia siriana…).   Sullo sfondo si situa il “trionfo” cinese (ben più solido – nonostante tutto… – di quello giapponese di un trentennio fa…) con il superamento economico degli Stati Uniti.     Per farne che?  Lo vedremo.

Infine, mentre da noi si lancia la campagna anti-Pelù e si intensifica quella anti-“gufi” (come il giovane Premier definisce tutti quelli che non lo prendono sul serio…) Paesi europei di ben altro spessore e dotati di una dirigenza politica seria e soprattutto liberamente votata dai cittadini continuano a sviluppare iniziative e collaborazioni internazionali credibili e rispettate: i colloqui appena conclusisi a Washington tra Angela Merkel e Barack Obama fanno infatti stato di un ruolo ben diverso da quello dell’Expo della piadina (che tutto il mondo ci invidia…) a  cui si affida un Paese – quale è diventato il nostro – che dell’irrilevanza, dell’autoreferenzialità, della superficialità ha fatto la propria nuova Costituzione materiale.

Naturalmente in attesa di tradure il tutto in norme e di chiamarlo: “riforme”.

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