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18/04/2014

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La montagna sta per partorire il topolino: il “consueto” Consiglio dei Ministri del venerdì varerà (con i soliti squilli di tromba e squittii delle sue personali vestali) un pateracchio finanziario: quello ad uso interno e quello ad uso internazionale.

Ad uso internazionale si percorrerà un altro pezzetto di “via dolorosa” (che non finisce qui e potrebbe sempre riassumere un andamento “greco”) e cioè riconoscere lo spostamento al 2016 il rientro dal debito.  Si passerà poi al “fronte interno” allo scopo di inverare almeno una del bouquet di promesse cifrate e “temporalizzate” del Premier “Matteosubito”: quella degli 80 euro.   Sul percepirle realmente si vedrà e, comunque, non prima della fine di maggio: in ogni caso dopo – e non prima… – delle elezioni europee.

Viceversa sul finanziarle si parte subito e le indiscrezioni non promettono niente di buono: tagli ai dipendenti pubblici (vera “feccia” sociale nella mitologia renziana) peraltro già dal 2012 in regime di blocco salariale; anzi già che ci siamo si cercherà di “tagliuzzare” anche i magistrati ed i professori universitari: un omaggio al “partner” Berlusconi, simultaneamente “storico” avversario vuoi della giustizia (che pure abbisognerebbe di ben altre riforme), che della cultura (ammesso e non concesso che il sistema medievale della selezione accademica coincida con cultura e ricerca…).

Per completare il “carniere” delle risorse per gli 80 euro altri tagli sono previsti per il sistema sanitario nazionale: qui – poichè non sono neppure immaginate riduzioni nel “travaso” dalla parte pubblica alle succulente iniziative sanitarie private, né tanto meno agli sprechi regionali (a proposito se il sistema sanitario è “nazionale” che si aspetta a sottrarlo alle Regioni e alle fameliche torme di “amministratori”  locali).  In breve una sorta di gioco delle “tre carte” in cui il vincitore si conosce in anticipo.  E così anche i perdenti.   E, d’altro canto, i perdenti (la famosa “resilienza” italiana) e soprattutto i famosi “vecchietti” si rifiutano di adempiere alla energica “sforbiciata” (cioè morire e così migliorare i conti pubblici…)  varata già tre anni fa dal Prof, Sen (a vita), Mario Monti.

A proposito di questo triste signore e in questa triste vigilia, va segnalata la lettera del Presidente della Repubblica al Corriere in cui egli lamenta che i suoi sforzi di “tenuta nazionale” siano stati depotenziati dalla “faziosità”.   Evidentemente non è facile riconoscere che tre Governi imposti al Paese e ai suoi cittadini per rimanere esattamente al punto di partenza non sia proprio un lascito storico.

Ma torniamo alla montagna e al topolino.   Un topolino tanto topolino che qualcuno dei suoi turbo-supporter potrebbe cominciare a dubitare della capacità del giovane – assai giovane – Premier non si dica di risolvere l’impasse nazionale, ma perfino di farlo credere.     Del resto il punto di partenza (cioè la difficile fuoriuscita dal nefasto ventennio berlusconiano) non figura in alcun calendario, tranne quello – assolutamente impotente e continuamente frustrato – degli italiani.

E certamente non giovano al clima generale (se non ad intimorire l’opinione pubblica) i muscolari interventi della forza pubblica (dopo la manifestazione di Roma  di sabato scorso, la cacciata degli occupanti, famiglie e bambini inclusi, da un edificio romano): nel frattempo cresce di giorno in giorno il numero dei “dormienti” nella pubblica via e sotto le pensiline delle stazioni ferroviarie.    E non giova neppure la farsa della “redenzione” berlusconiana e la oggettiva provocazione che si annuncia per i disgraziati abitanti di Cesano Boscone destinatari (già dichiaratamente riluttanti…)  di una visita settimanale del Caimano.

Non giova neppure la riduzione delle pene (ove arrivano…) per i complici di mafia, inopportuno segnale voluto dalla “maggioranza” parlamentare.

Ed inoltre non giova un dibattito ebete (lanciato come al solito dall’inventore dell’ “abolizione” dell’ICI) e cioè quello berlusconiano sulla stampa di carta moneta per risolvere la crisi.  Infine non gioverà la annunciata Conferenza stampa del Venerdì Santo di “Matteosubito”.  In ogni caso l’Auditel aggiudicherà il primato a Papa Bergoglio, la cui Via Crucis al Colosseo conterrà oggettivamente, se non più novità, almeno più speranze e pensieri.

Buona Pasqua.

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