Flash

11/01/2013

Flash

Un fantasma si aggira per l’Italia.  Ovvero “il morto afferra i vivi”.  Non dello “spettro” del comunismo nascente si tratta e neppure di storie della metà dell’Ottocento e neppure del “ritorno” di Marx (a fronte dello sterile pensiero “unico” dello psuedoliberismo), bensì delle apparizioni di Silvio Berlusconi in ogni schermo televisivo, ad ogni ora e con qualunque interlocutore alla ricerca di “audience” oppure per riflesso automatico dopo un ventennio di colpevole disinformazione.

L’apice delle sinistre apparizioni è stato raggiunto nel “Colosseo televisivo” allestito a “Servizio pubblico” (sic): ciò che vi è accaduto prova fino a che punto la campagna elettorale in Italia – in queste condizioni con questi attori e con queste norme in-democratiche – metta in luce tutto il degrado nazionale, tutta l’incapacità e la non-volontà di riflessione, di pensiero critico, di scelta per sé e – come si ripete incessantemente – per i propri figli e nipoti.

E’ evidente che altri 45 giorni su questo registro produrranno nel resto del mondo un effetto analogo a quello già consacrato dalle più mediatiche “imprese” del Berlusconi Premier.   Ma quest’ultima esibizione – letta alternativamente come la “vittoria” dell’intervistato o dell’intervistatore,  ha richiamato alla memoria le peggiori pagine di “Mani pulite” nel 1991/92 allorchè un Di Pietro grondante di endorfine martellava l’ex Primo Ministro Forlani in tribunale con la bava di paura all’angolo della bocca.

Ora si è fatto di meglio con il vecchio pugile che continuava a rialzarsi senza vergogna, anzi con ottusa resistenza nell’impossibile inseguimento delle vittorie del passato.  Nella ripetizione meccanica di bubbole ormai consunte. Non era neppure un match, bensì una complice, impudica esibizione.   E la politica, e il Paese?

Non resta che sperare (anche se con scarso fondamento) che l’inseguimento mediatico dei competitori -“professori” inclusi- prenda altre strade.

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