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02/04/2014

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swift

Non sappiamo che testi ”da viaggio” la Ministro Boschi (secondo la stampa nazionale in vacanza a Londra uno degli ultimi week end…) abbia suggerito al “Capo” per la sua fulminea incursione a Londra per conferire con l’evanescente Premier conservatore Cameron.   Un paio di scritti appropriati noi ce li avremmo.   Si tratta dell’intramontabile Jonathan Swift (sì quello dei “Viaggi di Gulliver” e delle ironiche “Istruzioni alla Servitù”): “Modesta proposta” per evitare che i figli degli Irlandesi poveri siano un peso per i loro genitori e per renderli un beneficio per la comunità” a cui aggiungeremmo  “la lettera del drappiere” per fornire utili suggerimenti in materia più strettamente economica-finanziaria.

Sono trascorsi quasi trecento anni (si era alla vigilia del secolo d’oro dell’Illuminismo) ma l’attualità è stringente.    Il primo parte dalla constatazione della sovrappopolazione e disoccupazione in Irlanda: il rimedio è semplice e consiste nel mangiare (in senso proprio…) i propri figli e vendere la “carne” residua in un apposito mercato.  Fine della fame e fine della disoccupazione. Più benessere per tutti…  Orbene, considerato il record (da 37 anni ad oggi) della disoccupazione in Italia con il 13% ufficiale e solo un  Italiano su due con un lavoro propriamente detto, si è già “divisato” di spezzettare il mercato del lavoro, flessibilizzarlo e ridurlo ad un mercato “à la carte”.    Per il “cannibalismo” domestico si vedrà.

Quanto alla “lettera” la storia è esemplare: la buona Duchessa di Kendall riceve dal Re il beneficio di “battere” monete di rame per i “selvaggi” Irlandesi, la Duchessa cede il diritto a tal Mr Wood che “inventa” una lega inferiore – e meno costosa – di quella stabilita per legge e lucra enormi guadagni.   Insomma una specie di antesignani delle salvifiche “privatizzazioni”.

D’altro canto l’insistenza ormai quasi nevrotica con cui il Governo Renzi continua a predicare la “flessibilità” come panacea universale di guasti strutturali (completamente dimentico che questa ricetta è quella che ha incistato la crisi in Europa e soprattutto in Italia) appare assai vicina al contenuto della “fantasia” swiftiana.   Solo che Swift non si aspettava gli applausi delle vittime delle sue satiriche proposte.  Non così Matteo Renzi   che – mentre tenta di fare strame  dell’architettura costituzionale del Paese e lo ridisegna all’insegna del farneticante mito della “sera della vittoria” (ovvero la sera dell’espropriazione del diritto di rappresentanza ai cittadini chiamati ad un “referendum” che manco il fascismo) – spaccia il tutto come “sacrifici dei politici”.   Beato chi ci crede.

Anzi, a questo punto non solo svapora l’istintiva simpatia per le rodomontate dell’esordiente statista, simpatia provata di fronte all’incoraggiamento ricevuto da un assai comprensivo Obama, ma è forse utile trasferire i suggerimenti di Swift a noi stessi, o piuttosto al nuovo Governo del “fare”.   Mentre da Londra Renzi “spara” nuove illusioni dettate dalle ricette di Cameron, è chiaro a noi che da una situazione come la nostra si uscirebbe solo con una “bella guerra” (ovvero allargare ai giovani lo sterminio di Stato che l’“austerity” ha fin qui riservato agli anziani poiché – come ha detto uno di loro dai teleschermi: “o mangio, o mi curo…”) .  Purtroppo né questa, né l’antropofagia si possono più fare (tra l’altro non con Papa Francesco “su piazza”…).   Una soluzione ci sarebbe: lanciare una sorta di “crociata dei bambini” come quella che nel 1212 portò centinaia di bambini a tentare la traversata del Mediterraneo per “liberare i Luoghi Santi”.   Affogarono  o finirono schiavi dei “Maomettani”.  Un po’ come nelle migrazioni d’oggi…. Ma all’inverso… con buona pace dei leghisti – e affini – nostrani.

E dove si dirigerebbe la “crociata”?  Semplice – lo ha già detto un altro statista, tal La Russa con tanto di manifesti appesi per le strade d’Italia – andando a riprendersi i “marò” ristretti nei confortevoli “ceppi” dell’Ambasciata d’Italia a Nuova Delhi in attesa di giudizio per l’uccisione di un paio di insignificanti pescatori indiani.

L’ “invasione” avrebbe ovviamente molte vittime tra i “liberatori” ma ciò ridurrebbe automaticamente  il tasso di disoccupazione in modo pulito ed altamente patriottico.  Ci si potrebbe poi successivamente vendicare con gli arrivi dei F35.   Ammesso che non succeda come nel famoso caso Cocciolone.  Il che moltiplicherebbe il numero degli “ostaggi”,ma anche questo sfortunato evento potrebbe essere utile per dare carattere “strutturale” al rimedio anti-disoccupazione.

Conclusione didascalica di una irriverente metafora.   Dispiacerà a Papa Francesco ma questo Paese avrebbe bisogno di massicce letture di Voltaire e compagnia (ed intense meditazioni su Leopardi, il primo “anti-italiano” della modernità) .  Se non altro per recuperare gli anni (secoli) perduti per “prematura fine dell’anno scolastico” seguita al Rinascimento.   Altro che riforme tardo-liberiste e futuristica velocità.

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