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26/03/2014

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Questa è davvero la settimana di “sorella coniglietto” (e ci si scusi questa fisiognomica una volta monopolizzata dall’ottimo – ed ora desaparecido – Alfano già “coniglio ridens ma cattivo”…), ovvero della deputata e pasionaria renziana Simona Bonafé.      Costei – animata da una fede che la star canora Suor Cristina manco si sogna – impazza tutte le sere sui teleschermi in una incontenibile libidine dei conduttori di accaparrarsi le più rappresentative “evangeliste”: il lunedì ci pensa la 7 in cui Corrado Formigli – giustamente preoccupato della “resa” calante dell’ormai senile Sgarbi, e giustamente dubitoso del monopolio dell’“alternativa” confidato al “talento naturale” da lui scoperto, l’industrialotto brianzolo dal profetico cognome (Brambilla) – chiamava appunto la Bonafé per trasformare il suo “talk” (ma chi parla per tutta la sera?) show in un cartone animato e chi meglio della sorellina coniglietto che – non sapendo nulla ma proprio nulla – non disturbasse l’armonia del suo spettacolo.  Tra i suoi “calcolati” sbagli (per l’audience…) la “nostra” ha perfino “spostato” le elezioni europee da maggio a giugno: tanto un mesetto passa presto….

Ma la sera dopo la competizione si scatenava ed il conduttore “a vita” il sepolcrale Floris reclamava per sé la giovane rappresentante del popolo.  Che non deludeva e si lanciava in fantastiche elaborazioni sui risparmi che avrebbero permesso di onorare le promesse del “Capo”.  Per dare pepe e servire la “par condicio” il neo romanziere Floris convocava alla sua “messa cantata” di Ballarò la famosa eurodeputata Lara Comi che coglieva l’occasione per rendere edotto l’intero Paese di avere ricevuto dalle mani di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Front National e padre della opima patriota Marine, un prezioso autografo del medesimo.  Fatto questo che trasforma l’esponente della destra italiana in una “ante-marcia” (su Roma, ovvero veterani del Fascismo) di quella d’Oltralpe.

Con siffatte “conigliette” il “fardato” Lupi (tanto nomine) completava – come ogni settimana – il tableau vivant che i telespettatori italiani pagano profumatamente  per vedere trasformate questioni serie in un lugubre “gioco dei pacchi” (senza emozioni, però…).

Morale?   Perché accanirsi contro Moretti (certo tutt’altro che simpatico… nonché nemico giurato dei poveri pendolari) quando la formula è nazionale e si estende dalle infrastrutture, ai servizi, ai media.  Quale formula? Dare un pacco di soldi a vita a delle pseudo-star incollate alle proprie sedie (si staccano solo per i pochi secondi necessari a transitare da una sedia all’altra ovvero nei casi in cui li stacchino i carabinieri su richiesta della magistratura…).  Ma – si dirà – se non servono i cittadini, qualcuno sarà soddisfatto dei loro servizi e chi?   Semplice: i potenti di turno, quelli che ce li hanno messi e quelli che ce li mantengono. E perché?  La risposta va completata dal lettore…  come nella benemerita “Settimana Enigmistica”

Ma il capitolo più gustoso della questione è la scelta degli ospiti parlanti (versione imbalsamata del “grillo parlante” di Pinocchio): ex professori sottratti alla crioconservazione, bruti urlanti  dai dubbi titoli accademici (culturali manco se ne parla), poveri da illustrazione ad un tempo dickensiana e post-moderna in perenne supplica ad un Governo che – chissà perché? – non pensa a loro e alle loro famiglie.    Improbabili giovani esibiti come trofei, eccetera eccetera.

Poi ci si meraviglia della tristezza e della regressione intellettiva che domina il Paese.   Testimoniata, tra l’altro, dal risalto mediatico conferito alle opinioni del “pregiudicato” Berlusconi sull’attuale crisi internazionale: la difesa dell’ex Premier nei confronti di quel Putin che  gli ha regalato il “lettone”, la “giacca a vento macha” e – forse – altre cosucce è esplicita ed indefettibile.  Peccato che sia del tutto irrilevante…

Sempre sul lato “folklore italiano” c’è il grillino che ha aperto il proprio intervento in Parlamento con l’impegno di essere “breve e circonciso”: dichiarazione di identità ebraica, “stravaganza” con risvolto sessuale, semplice lapsus, ignoranza pura e semplice.  Chissà…

La giornata mediatica si è chiusa su due note: il cartone animato rilasciato dall’Ambasciata degli Stati Uniti sulla visita di Obama vista Colosseo (senza peraltro riportare il “classico” commento del Presidente sulla “voglia” di mangiare italiano a Roma…) ed un commento politico del furbo Farinetti (quello che spaccia tonnellate di tonno spagnolo nei suoi empori “dedicati” al prodotto “italiano” ) che continua a scommettere sul suo protetto Matteo Renzi.

Peccato che quest’ultimo cominci a “perdere” in Parlamento su alcuni dei suoi cervellotici provvedimenti, tipo Reggio Calabria e Bergamo proclamate “megalopoli”.  Sic… Oggi si replica per ingannare l’attesa dell’Air Force One.

Meno male che tra una settimana:  “alle Cascine Messer Aprile farà il rubacuori”…Da Odoardo Spadaro al giovane Matteo Renzi: basterà agli italiani?

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