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20/03/2014

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Febbre di primavera: l’Italia – anzi gli Italiani – sono investiti – finalmente – da una strana eccitazione.   Il rassicurante rito del caffè, cappuccino cornetto è più animato che mai e le giornate di sole si aprono – anche qui finalmente – con abbozzi di sorrisi.  Effetto Renzi?  Vaghi segnali di ripresa o – almeno – di cambiamento?

Presto per dirlo…  Premesso intanto che – dato il caos che oggettivamente regna nel Paese – gli unici testi che possono alimentare questo abbozzo di “aspettativa”  sono due classici: appunto “Febbre di primavera” di P.G. Wodehouse e “Tre uomini in barca.. per non parlare del cane” (animale domestico oggi di gran moda per evidente fame di affetto…) di Jerome K. Jerome, sarà utile – preliminarmente – mettere in fila i fatti (fattarelli) del giorno.

Intanto un dibattito parlamentare – con Matteo Renzi alla tribuna “racchiuso” a mo’ di “panino” tra la fresca e un po’ giunonica Boschi (“parlate di me per le riforme e non per le forme”) e la diligente Mogherini: dibattito-resoconto del tour a Parigi e Berlino del Premier con un abbozzo di dibattito non soltanto sulla “pietra filosofale”del 3% di deficit sul Pil, ma anche sull’ineluttabilità della appartenenza  europea.   E qui non si può che apprezzare come Renzi abbia nuovamente ed enfaticamente ribadito che l’Europa non è contro di noi, noi siamo l’Europa.  Un messaggio che – se non altro – dovrebbe risparmiarci due mesi (fino alle elezioni europee del 25 maggio) di idiozie autolesioniste (“a morte l’Euro”, “no ai crauti tedeschi” “viva la dieta mediterranea” “bianchi e cristiani” “rispediamoli a casa” e così via).

Senza entrare nei dettagli, va detto da subito che il tono generale ha centrato l’obiettivo di evidenziare il collegamento stretto tra riforme interne, sforzo nazionale, ruolo nel rilancio dell’integrazione europea, l’integrazione come strumento e non come ostacolo alla ripresa.   In sostanza un messaggio forte e propositivo.   Fin qui tutto bene e bene anche l’auto-disarcionamento del “Cavaliere” che alla vigilia dell’inevitabile esclusione dal simbolico e retorico laticlavio di “Cavaliere del Lavoro” (a cui lo aveva innalzato il Presidente della Repubblica Leone nel preistorico 1977) ha compiuto un “signorile” autodafè.     Salvo poi continuare a gingillarsi con nuove provocazioni quale la trasmissione dello “scettro” familiare ad una figlia di primo letto (Marina ora capo della Mondadori) ovvero di secondo (Barbara capo del Milan, ecc.): non vi sarebbero eredi (del nome=marchio, brand, specchietto per elettori-allodole) seminati nel “lettone” di Putin…

Lasciata da parte la “family” e l’invenzione tutta italiana della “Destra” dinastica e padronal-“carismatica”, ci sono i problemi e i nodi irrisolti che riguardano gli altri 60 milioni di Italiani: la lista dei “tagli” del Commissario Cottarelli insediato da Letta al modico costo di un milione di euro per dirci (e dire al Governo) cose che tutti sappiamo.  A scelta: a chi dare e a chi togliere, che non possiamo continuare a regalarci un numero di forze dell’ordine record in Europa con sovrapposizioni e rivalità “di corpo”.  Tanto per fare qualche esempio la Guardia di Finanza (invenzione italica..) è dotata di scudi e manganelli (non certo destinati agli evasori di 180 miliardi di euro all’anno…), la Guardia Forestale è militarizzata (senza che gli incendi dolosi estivi diminuiscano…), Polizia di Stato e Carabinieri si sovrappongono assai spesso in una sorta di “guardie e ladri” invece di ripartire i compiti.  E via così.

A saldo si “scopre” che 85mila unità di servizio pubblico potrebbero essere tagliate.  Più decine di inamovibili alti dirigenti che ruotano (praticamente fino alla morte) in lucrose e potenti funzioni pubbliche e para-pubbliche.   Al riguardo Renzi potrebbe impegnare qualche spicciolo per realizzare un “Albo d’oro” della nomenklatura a vita (incluse P4 e massonerie varie).   Da regalare ai giovani ai quali il “blocco del turn over” interdice l’accesso al servizio pubblico.  Che non può più essere il mitico “posto”, bensì una vocazione professionale fortemente sociale.

Per quanto infine concerne i “tagli” non si può che rallegrarsi di quelli ben più significativi finanziariamente della “mannaia” sugli uscieri o i ministeriali o gli amministrativi della Giustizia o anche i bidelli: ci riferiamo agli inefficienti e supercostosi F35… E va qui ricordato quanto disse l’allora Segretario di Stato Hillary Clinton (non certo la rivoluzionaria Rosa Luxembourg…) quando “scoprì” che rinunciando ad un cacciabombardiere si possono aprire qualche decina di Istituti di Cultura “a giro per il mondo”.   Una “scoperta” che Renzi potrà utilmente far propria.   Naturalmente con buona pace dei generali italiani ai quali andrà regalata una pergamena con l’art 11 della Costituzione italiana (leggasi), ovvero “L’Italia ripudia la guerra.. come strumento di risoluzione delle controversie internazionali…. Promuove e favorisce le organizzazioni internazionali… Rinuncia in condizioni di reciprocità alla sovranità…” eccetera, eccetera.

Onestamente non di imbelle “pacifismo” si tratta bensì dell’inoppugnabile constatazione che – tra i mille “invadibili” Paesi – l’Italia occupa,  per ragioni che non occorre illustrare, un rango molto, molto basso.   Già “portaerei naturale” protesa nel Mediterraneo (Mussolini dixit..), il Bel Paese potrebbe ben più utilmente promuovere l’intensificazione della cooperazione europea in materia di difesa.   Così risparmierebbe, non spenderebbe di più…

A saldo.  La “febbre di primavera” si sente nell’aria.   Godiamocela, ma attenti alle allergie da polline.

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