Flash

28/02/2014

Flash

cut

Matteo l’Africano.  Questa non ce l’aspettavamo e la notizia che il primo viaggio internazionale del nuovo Primo Ministro sarà sulla riva Sud del Mediterraneo (a Tunisi martedì prossimo) non può che essere un segnale positivo.   Ed un primo indizio di ritorno ad una politica estera attiva e non solo (stancamente) reattiva.   Una notizia che – sommata ai toni più decisi sul versante europeo “non accetteremo diktat e piuttosto daremo il nostro contributo” – induce ad un moderato ottimismo che la piattaforma elettorale (e, soprattutto, le “lobbies” a suo sostegno) non lasciava presagire.     Certo il “cuore” di Renzi batte per Israele ed oggi per il suo Governo conservatore (prontissimo a congratularsi dopo il suo insediamento), oltre che per le comunità ebraiche italiane con cui mantiene da tempo i più stretti rapporti, eppure la scelta della prima sortita fuori casa indica almeno un’intenzione di rapporto con quella fascia mediterranea in transizione che non costituisce soltanto il nostro “cortile di casa”, ma anche una possibile area di partenariato anche in nome e per conto dell’Europa.  Un’Europa – sia detto per inciso – ancora completamente “risucchiata” sull’asse renano e sulle politiche conservative da questo imposte.

Così, una volta conclusi gli stanchi riti spartitorii (nomina di una legione – 45 di numero – di Vice Ministri e Sottosegretari) ci si può legittimamente aspettare quanto meno uno scuotimento del paludoso immobilismo internazionale  in cui erano di fatto sprofondati tanto il Governo Monti che quello Letta: entrambi assai inclini a considerare l’Italia non più che una disastrata periferia dell’area occidentale.    Una visione schematica e manichea in Monti, più duttile e moderna in Letta ma di fatto in entrambi i casi un ruolo da “convitato di pietra”: per di più risucchiato nella esclusiva e malaccorta gestione del disgraziato “caso Marò”.

La parentesi Bonino alla Farnesina – ancorchè professionalmente decorosa – non aveva dato sostanziali segni di rottura, né – tanto meno – di progettualità.  Il che non deve stupire considerato il fatto che il “messaggio” radicale (pur con forme libertarie) rimane da sempre all’interno del quadro internazionale consolidato e con un ruolo semmai di oltranzismo “atlantico” molto poco congruo con l’evoluzione pluralista post-1989 e men che meno commisurato con la crisi del modello ultra-liberista.

L’evidente pragmatismo renziano – a partire dalle forme più che dai contenuti ancora indefiniti – non poteva convivere con questo modello e la decisione di sostituire Bonino con la giovane e diligente Mogherini costituiva non solo un passo obbligato, ma anche un avvio di quel rilancio di ruolo troppo a lungo rinviato da un Paese che – con Ministri come Fini e Frattini e addirittura Terzi  (ma anche con capi della diplomazia quali i Segretari Generali della Farnesina Vattani e Massolo) – era tornato indietro di mezzo secolo.    Il lavoro da fare (“i compiti a casa”) è enorme eppure indispensabile se si vuole dare senso e visione e continuità all’intuizione (per ora soltanto “fantasmatica”) di una “fame d’Italia” che non può essere circoscritta a maglioncini di cachemire, scarponcini alla moda, la sempiterna Ferrari e ghiottonerie alimentari della tradizione italiana.    Ci vuole ben altro per riaprire uno spazio “cosmopolita” alla “riprovincializzata” Penisola.   Ed i tempi sono non solo stretti, ma anche limitati da una situazione interna che – nella realtà quotidiana – rimane disperata.

I dati sanitari e sociali (mortalità in crescita tra bambini ed anziani, aumento delle morti volontarie, ecc.)  elaborati dalla britannica “Lancet” e commentati da Barbara Spinelli contestualizzano senza sconti la deriva suicidaria (che non è soltanto greca, e meno vistosamente italiana, ma è europea) in cui la “guerra civile” dell’austerità ha sprofondato il nostro Continente.      E questo – e non quello delle compatibilità dei mercati finanziari – è il terreno politico-sociale su cui dovranno giocarsi le imminenti elezioni europee e “a fortiori” il semestre a Presidenza italiana.   La riunione di questi giorni a Roma del Partito Socialista europeo – e le querelles nostrane che l’hanno accompagnato – non fornisce purtroppo sufficiente conforto propositivo e poche speranze rimangono quando si constata che la famosa “terza via” (una volta definitivamente archiviati i Mitterrand, i Gonzales, gli Zapatero, i Papandreu) non si è neppure confrontata con una crisi non contrastata, bensì assecondata.    Il dato di oggi – per l’Italia – è un tasso di disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 42,5%.

E’ ovvio che nessun “Job Act” invertirà – da solo – questa tendenza.

  • ora puoi ricevere in tempo reale le notizie flash di cosmopolitaly.net

Ultimi articoli

Flash | MATTANZA TRA ISRAELE E PALESTINA, GRAND HOTEL IN ITALIA

15/05/2018

Sessanta morti a Gaza: civili, adolescenti e perfino bambini.  Tutti uccisi anche con armi da guerra nell’isterica reazione israeliana di fronte alla più che legittima protesta palestinese di fronte ai “festeggiamenti” per l’apertura in Gerusalemme dell’unica Ambasciata ...
Leggi tutto

Flash | SARA’ UNA RISATA…

11/05/2018

“Sarà una risata … che vi seppellirà”… è con questo ritornello antico (ed un po’ auto-malaugurante…) che tornando nel Belpaese veniamo seguendo gli stupefacenti eventi che – dopo due mesi -  dovrebbero archiviare le elezioni “politiche” del 4 marzo.   D’altro canto che più dire ...
Leggi tutto

Flash | IL BARBIERE E IL QUIRINALE

04/04/2018

Questa mattina, passato il moscio interludio pasquale, si stava cercando di sintonizzarsi con l’ansia della nomenklatura – vecchia e nuova – per l’apertura delle consultazioni al Quirinale, anzi della “stagione” (dati i tempi previsti…) che il Presidente della Repubblica dedicherà a ...
Leggi tutto

Flash | LA GUERRA DEI BOTTONI

26/03/2018

Quella che si è combattuta nel fine settimana è stata - più che una guerra – una serie di scaramucce servite non solo a fissare chi ha vinto e chi ha perso il 4 marzo, quanto piuttosto - in perfetta analogia con la “guerra dei bottoni” (famoso e delizioso film francese del – pensate un po’ – ...
Leggi tutto

Flash | ZUCKERBERG NELLA POLVERE, CASALEGGIO SUGLI ALTARI

21/03/2018

Mentre nell’emisfero Nord (quello in cui ci troviamo…) comincia oggi la primavera…. E mentre una pletora di Mamozi (tanto insignificanti quanto privi di contenuti reali, dichiarati e – magari – contrapposti) si disputano il corpo sfatto della democrazia repubblicana e delle sue ...
Leggi tutto

Flash | UN MONDO DI SPIE?

16/03/2018

L’attualità internazionale (non diversamente da quella nostra, “domestica”) sta virando continuamente in una dispersione di fatti minuti che sembrano “inventati” apposta per distrarre da una realtà complessiva tanto angosciosa quanto inafferrabile.   Nel vasto mondo il recente ...
Leggi tutto

Flash | ALDO MORO E DINTORNI

14/03/2018

“Non credo ora opportuno un accoglimento in modo appropriato della richiesta.  Prego leggere e riferire”.   Suona così un appunto (che ancora custodisco da qualche parte) firmato dall’allora Ministro degli Esteri Aldo Moro ed indirizzatomi in qualità di dirigente sindacale (per il Sindacato ...
Leggi tutto

Flash | DALLA “DITTA” A CALIGOLA E ALLE CALENDE

09/03/2018

Ormai archiviato il patetico ed infantile titolo di apertura del “Fatto quotidiano” del 5 marzo “CAMBIA TUTTO”, la crisi post-elettorale sta trascolorando in una farsa quotidiana che soltanto il serioso Presidente Mattarella può richiamare a – udite udite! – alla ...
Leggi tutto