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22/02/2014

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Miracolo a Kiev, sorpresa (mediatica) a Roma.  L’infermiera ucraina che sembrava – e pensava di essere spacciata – è stata operata per estrarre la pallottola ed è perfino riuscita a raccontare la sua terribile esperienza.  Nel frattempo la situazione sul terreno è ben lungi dall’essere “pacificata” ma varie forme di negoziato (anche con la mediazione europea) proseguono mentre sembra che il presidente Yanukovich abbia lasciato Kiev.   Assai più pirotecnico (e senza sangue…) il “recitativo” italiano ove – all’insegna dello stucchevole ed insulso slogan “mi gioco la faccia” – parte il Gabinetto “Renzi I”.

Anche qui è stata all’opera fino a ieri sera un’ equipe “chirurgica”(personalmente guidata dall’anziano “primario ostetrico della Patria”) e “alle sette della sera” il “casting” (pardon: la scelta dei ministri) era completata ed annunciata al popolo festante.  “Solo” 16 Ministri, la metà donne (per di più giovani e spesso “carine”): insomma più che un governo per uscire dall’emergenza e muoversi verso un possibile rinnovamento del Paese un riuscito spot assai simile a quello della Barilla con Antonio Banderas: manca solo la gallina Rosita, per il resto c’è tutto e – magari –anche un po’ di più.

Fine della cronaca.   Dalla prossima settimana inizia il percorso che – nelle dichiarate intenzioni – dovrebbe trasformare un “pateracchio” politico (la destra scissionista trasformata in “stampella” di un generico centro-sinistra) in un Governo di legislatura – e per di più costituente – fino al 2018.  Sarà possibile?  Bisognerebbe chiederlo al regista, agli “sponsor” e – soprattutto – ai produttori che palesemente stanno tentando di replicare il successo travolgente che nel 1994 (un secolo fa, l’ “altro” millennio…) accolse il “Silvio I”.

Lo stile (da molti già definito da “Beautiful” e da “soap opera”) è quello e – perciò – non ci si deve meravigliare della grande soddisfazione dell’anziano “Caimano” che vede ormai archiviati gli “sgradevoli” incidenti giudiziari, quasi fossero solo espedienti di sceneggiatura, brividini per tener desta l’attenzione degli spettatori.   Di “servizi sociali”, di “arresti domiciliari” manco si parla più.   Altro che cacciata dal Senato, nuova pagina, svolta progressista: qui si prepara una “seconda serie” che potrebbe anche terminare con l’anziano leader della Destra al Colle.    Sullo sfondo – come sempre – Sanremo.

Dunque – e purtroppo – la sorpresa (che pure c’è stata) non induce a soddisfazione e le speranze (se ci sono) sono più affidate alla biologia (l’età media del nuovo Gabinetto) che alla politica.   Anzi potremmo dire che l’unico elemento “alto” che ci è stato ammannito è quello del definitivo tramonto di qualunque idea “alta” della politica come motore e sintesi della società.   Si guardino – più che i curricula dei neo-Ministri e del loro leader (che si espliciteranno nei fatti dei prossimi mesi)  i tratti del mega-spot: le Ministre bionde ed incinte, il neo Primo Ministro che scherza sul suo abito scuro, i suoi (ancor giovani) genitori sulla spiaggia a Miami “per non disturbare” e non essere disturbati dagli eventi.

E allora auguri a tutti (anche alla ex Ministro degli Esteri Bonino tornata ad essere “riserva della Repubblica”, a chi “entra” e chi “esce”) e – come sempre a noi italiani – che, a malapena usciti dal “salotto di nonna Speranza” entriamo a vele spiegate in uno scenario inguaribilmente, insopprimibilmente, “piccolo borghese”: non una scelta da terzo millennio bensì la certificazione di una minorità nazionale, di una inadeguatezza storica ai cambiamenti globali già avvenuti e a quelli che verranno.   Sarà per sempre?….

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