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03/02/2014

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Sacrificarne uno per salvarne cento (?): la saggia (secondo il giovane Letta…) decisione del signor Mastrapasqua di rinunciare alla sua carica di “ras” dell’INPS (per le altre dozzine di cariche/sinecure – come peraltro per tutte le sue attività private – ci farà sapere più avanti grazie anche all’attività investigativa dei Carabinieri…) ci ha gettato nell’angoscia di vedere un uomo e la sua “famiglia” (con la quale spartiva ed alternava decine di cariche secondo il modello italico del “familismo amorale”) sottratti a quello che – invece – avrebbe dovuto essere il meritato riconoscimento della Patria: la nomina a “Tesoro nazionale” (come usa in Giappone per gli artisti-campioni del genio nazionale) ed eventualmente il laticlavio senatoriale: chi infatti più di lui rappresenta il meglio del Paese?   Perfino gli esami universitari – stando a notizie stampa non smentite – sarebbero stati contraffatti, in breve “comprati”.   Dunque una vocazione all’eccellenza in tutto quello che prolifera nel verminaio della corruzione (siamo ai primi posti delle statistiche internazionali non solo tra i Paesi avanzati, ma anche tra quelli arretrati), un’impudenza di caratura storica, un record da ammirare e rispettare.  Il trionfo della “meritocrazia” a rovescio che ci ha reso unici al mondo e – tutti quanti – in braghe di tela – tra incompetenti, profittatori, servi.

Eppure non è tutto qui perché – come spiegano due “grandi vecchi” come Alberto Statera e Guido Rossi (“Repubblica” e il “Sole 24 ore”) tutto si annoda nel contingente e nel strutturale.   Per l’immediato futuro il rinnovo delle cariche semi-pubbliche (Eni, Finmeccanica e compagnia cantante) rischia di restare la solita “abbuffata” tra rinnovi pluridecennali e regali agli amici (magari pure il “nobile” dimissionario Mastrapasqua…).   Sarebbe la prova provata che il “metodo Letta”(zio) costituisce l’eredità più apprezzata dal nipote.   E’ infatti storia la sequela di dubbi personaggi “promossi” dallo zio (a caso: il conterraneo abruzzese Presidente della CRI Scelli, il belloccio Bertolaso, il multivorace Provveditore alle opere pubbliche Balduzzi: tutti inquisiti, cacciati ed infine formalmente reietti).    E adesso, e domani? Staremo a vedere e non sarà che – quando condannava le lobby, certe lobby – Papa Francesco si riferisse ai corrotti sfacciati del suo Paese d’origine?  Peraltro tutti casa, Chiesa, ecccetera eccetera.

Sul fondo, si agita lo spettro di uno sfaldamento generale del Paese e delle sue prospettive: e qui il tema di fondo non può che essere il rafforzamento dell’ancoraggio europeo.    Solo l’Europa può infatti tentare di rispondere al vuoto di “governance globale” (per noi anche nazionale) ed anzi per noi contrastare la situazione di “anomia” e di vuoto delle prospettive in cui il Paese sta affondando.  E continuerà ad affondare se passerà l’operazione autoritaria (“porcellinum” italico…DOP…) messa in atto dalla “nomenklatura” politica e padronale (il redivivo Berlusconi).   Finora la risposta è stata quella di definire un terzo degli elettori italiani (più il terzo astenuto) “bivacchi di manipoli”: proprio quando i manipoli di vegliardi – invece di fare autocritica per il trentennio perso all’Italia – tentano ancora una volta di salvare il proprio modello.  Al massimo introducendovi qualche “merito” soltanto anagrafico (“largo ai giovani”…)      La cronaca è impietosa e non può essere camuffata con gli starnazzamenti isterici del tipo di quelli retorici usati per il “caso Boldrini”: siamo passati da Guelfi contro Ghibellini a “sessisti” contro affossatori della Costituzione.   Di tutto quello che sottende la “canizza” meglio non parlare.   Anzi, via a tutto vapore nella ricostruzione della suicidaria destra berlusconiana.   Davvero il “nuovo” Pd è ad un passo dalla vittoria… La sua? Ma no: quella della Destra, dello “storico” antagonista (ma davvero?).    Forza: il Paese vi guarda.

Finalino. Il “governo del fare” fa un sacco di bei regali agli amici come i bancari già a suo tempo promossi “sul campo” a banchieri (privatizzazioni prima ed ora caso Bankitalia) e nel frattempo gira come una trottola: cercare di vendere il poco che è rimasto a tutti (Arabi, Russi, ecc.).   Con l’energia residua affonda sempre più nel pantano del caso “marò”, postulando una “internazionalizzazione” che salta a piè pari la morte dei pescatori indiani e facendo dei due militari un “test case” della dignità nazionale.  Davvero il Signore acceca quelli che vuole perdere.

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