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28/01/2014

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Ci fosse ancora il “corpo” specializzato degli aruspici denominato “ornitomanti” che nella tradizione etrusco-romana traevano dal volo dagli uccelli (ovvero dalle viscere degli animali sacrificati) interpretazioni del presente – e del futuro – ci potremmo risparmiare quel pozzo di soldi pubblici che sostengono editori e giornalisti (con il corollario di fastidiosissime comparsate televisive fatte prevalentemente di “panna montata” sul nulla): soprattutto avremmo una chiave interpretativa della realtà più attendibile.

Esempio: il gabbiano che si è cannibalizzato la prima delle colombelle papali potrebbe essere l’ex “ras” democristiano e forzaitaliota Claudio Scajola che – all’indomani del massacro aviario di Piazza San Pietro – ha riguadagnato grazie alle alchimie della “giustizia italiana” l’originaria verginità di ligure marittimo (appunto il gabbiano).   L’individuo che aveva definito il giuslavorista Biagi “un rompicoglioni” (sorvolando il fatto che il suo messaggio di una qualche razionalizzazione del liberismo nel mercato nel lavoro gli era costata la pelle) si presenta ora come una “vittima” dell’ “inconsapevole” regalo di mezza casa sul Colosseo e, dunque, meritevole di ricompensa “al top” governativo… No comment.

Altro esempio: non possiamo esimerci dal ritrovare nel corvo che ha divorato la seconda colombella qualche assonanza con un altro “ras” del basso impero che domina oggi il Paese: non ne faremo il nome, ma come non pensare a colui che impudentemente reclama il proprio diritto legale di ammassare cariche pubbliche e parapubbliche retribuite (pare 25) ed in aggiunta un lucroso studio professionale (“storico”) privato.  Sarà legale ma – quando si pensa a chi deve sborsare centinaia di migliaia  di euro per “godersene” nella tarda vecchiaia poche centinaia – dubbi sull’equità complessiva del “sistema” ne sorgono.  E parecchi…

Ed infatti la notizia del giorno (insieme al prevedibile buon andamento della Borsa e dello “spread”, sincrono con le miserie dei “poveracci”) è che ormai il 10% degli Italiani ammassa il 50% della ricchezza nazionale. Il 90% di noi si spartisce il resto: inclusi quelli – sempre più numerosi che dormono sotto le pensiline delle stazioni ed altre amene sistemazioni… con vista sul Colosseo.    Forza giovane Letta, “fai di più, batti il Monti a cui fu regalato anticipatamente il laticlavio senatoriale”,  Ad maiora. Già nel Nord-Est (Electrolux) si propongono salari polacchi (ma a costi pubblici italiani da “corvo” e “gabbiano”…).

Il tutto farebbe credere che la politica elabori programmi di emergenza e di salvezza nazionale.  Manco per idea: il fuoco dell’attenzione e la frenesia renziana (come pure il “passismo” lettiano) si concentrano sullo spettro degli emendamenti (al momento 250) al mirabolante “porcellinum”.  Qui si vola sul filo del paradosso come i motociclisti al circo sul cavo d’acciaio.  Ricapitoliamo: il 50% degli elettori (tra grillini e astenuti) viene cassato d’ufficio.  Cioè non conta.  Il restante viene scremato (no ai piccoli partiti) e chi arriva al 35% (dei votanti, non degli elettori) viene “centrifugato”  fino ad arrivare alla piena maggioranza assoluta.  Il popolo è in festa, nasce la nuova Italia…   Naturalmente niente preferenze: il motto è “mangia questa minestra o salta dalla finestra”..

D’altro canto questo è il “mantra” del professore “disproporzionalista” e renziano D’Alimonte che pontifica dagli scranni dell’Università padronale LUISS di Roma.

Spariti quelli seri e reputati nel mondo come Sartori: troppo retrogradi.  Spariti pure i due concetti-chiave della Consulta: no ai premi di maggioranza (un tempo definiti: “legge truffa”), sì alle preferenze.   Ed ovviamente sì al propozionalismo che è evidentemente l’unico metodo di assicurare “parità di peso” ad ogni voto.

D’altro canto la follia sta a monte: si sacrifica tutto ad uno pseudobipolarismo elettorale e si lavora ad un patto di Governo con l’avversario (unico…) di domani.

Infine.  All’ottimo Scajola Berlusconi promette un posto di rango alle prossime elezioni.  Le Commissioni Esteri e Difesa rientrano dall’India con la buona novella che i pescatori indiani non sono morti, che i marò sono d’ufficio eroi nazionali…  E – in buona sostanza – fanno intendere che “spezzeremo le reni” al sub-continente indiano.

Ciliegina. Il “comandante” Schettino dichiara che  (dopo aver fatto naufragare la “Concordia”) ha fatto del suo meglio: aveva freddo, non gli hanno dato l’elicottero per far finta di risalire a bordo (ma perché se ne era andato?) e – comunque – non erano c…. suoi.  Il testo integrale andrebbe diffuso in tutte le scuole della Repubblica sotto il titolo “Italiani, siate seri”, secondo l’inascoltato ammonimento dal balcone nei pressi di Montecitorio del deputato Giuseppe Garibaldi. Ottima “ouverture” dell’Unità.   Anticipazione di un triste futuro.

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