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23/01/2014

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Mentre prosegue il vacuo chiacchiericcio italiano, destinato a durare comunque almeno fino alle elezioni europee di fine maggio, tutt’intorno a noi – in Europa ed oltre i confini europei – la situazione si fa sempre più violenta e non è facile vederne gli sbocchi e le possibili stabilizzazioni.   Il solo dato che accomuna tutti gli scenari è l’accresciuto uso della violenza dei governi – più o meno legittimi – contro i propri stessi cittadini e le loro aspirazioni.    Come ovvio, a questo dato centrale si accompagna quello della corruzione e della caduta di ogni credibilità etica nei meccanismi di potere: ogni Paese ha le sue forme peculiari ma – in fondo – tutti si assomigliano nelle immagini fotografiche degli interventi anti-“sommossa”, nella ottusa stolidità delle risposte (quando vi sono…): in breve, una regressione storica di cui si vede il principio ma neppure si intuisce la fine o la deflagrazione “liberatoria”.

Prima di passare rapidamente in rassegna gli ultimi eventi in alcuni di questi “focolai” non possiamo non notare l’esistenza di un barlume di speranza all’interno di questo gigantesco “tunnel degli orrori”: esso consiste in una progressiva generalizzazione (globalizzazione?) di un abbozzo di senso etico universale, minimalistico quanto si vuole eppure capillarmente diffuso, certo maggioritario nei cittadini qualunque e sicuramente persistente a dispetto delle aggressioni – grandi e piccole – che riceve dovunque.   A nessuno (a prescindere dal livello di sviluppo culturale e socio-economico) piace vedere bambini maciullati avvelenati o anche soltanto piangenti e così via in tutte le minute uniformità quotidiane che riscontriamo pressochè ovunque.   E non soltanto in tema di violenza, ma proprio di quotidianità spicciola, assai più contigua – anzi “res communis gentium” – di quanto i poteri ed i “mostri” tra noi vorrebbero farci credere.   E chi vuol capire capisce.. come ben sa e prova quotidianamente la parlante presenza di un Papa che è stato capace di ribaltare in un solo anno il triste declino della cattolicità istituzionale e – al passaggio – ha ridato un po’ di senso e speranza alla vita di milioni di individui.

Sull’oggi la rassegna è tremenda.  In Europa l’Ucraina si insanguina ogni giorno di più di fronte alla pervicacia con cui il potere brutale del dittatore Yanukovich continua a preferire l’intesa con Putin all’opzione popolare per l’accessione alla Unione Europea.  Sì: proprio quell’appartenenza all’Europa (imperfetta, plutocratica, finanziarizzata, ecc. ecc.) che i mentecatti nostrani vorrebbero barattare con l’edificazione di una vera e propria “Repubblica italiana delle banane”.   Nel Vicino Oriente – mentre la Conferenza per la pace degli “Amici della Siria” si svuota come un palloncino – la piaga si concentra e si incista e non si vede la fine delle sofferenze del decimato popolo siriano.   I moderati progressi nelle relazioni con l’Iran si afflosciano e l’inclinazione “prussiana” di Israele è nuovamente in fase ascendente ed anzi si accompagna ad ammonimenti e rampogne di “mollezza” ai Paesi europei che non accettano – e non possono accettare – uno “schieramento” unilaterale.

Più a nord- ai confini d’Europa – non può non preoccupare l’involuzione turca, che il “miracolo economico” enfatizza invece di moderare fino ad arrivare ad un progressivo svuotamento del modello laico e democratico di quel Paese.

Anche estremamente preoccupante l’erosione di credibilità e la marcescenza per corruzione della classe dirigente cinese divorata dalla rapacità e dagli scandali e, dunque, a rischio di perdita di lucidità nella gestione (tuttora autoritaria) dell’immenso Paese.   Anche qui non una questione remota, bensì una crescente ipoteca su di un quarto dell’umanità e – per converso – una rinnovata pressione affinchè – finalmente – una dinamica politica aperta si accompagni e diriga il più fenomenale processo di sviluppo a cavallo dei due secoli, quello alle nostre spalle e l’attuale ancora agli esordi.

Infine – e non è soltanto una nota a margine redatta sul “cuore di tenebra” conradiano – l’ “eccezione” nord-coreana è lì a dimostrare che non soltanto “tutto l’orrore è possibile”, ma può anche durare.

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