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15/01/2014

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Dalle Alpi al Lilibeo un oceano di slip di seta, collant in cachemire e – perché no? – montagne di assorbenti innaffiati di Borgogna (più fresco ed adatto ai climi italici del Bordeaux…) avvolge il Belpaese a spese del contribuente (o, per meglio dire, di quegli Italiani a cui spetta il conto finale di questa Bengodi da Strapaese) e – nella sua stucchevole uniformità – sembra legittimare l’allora inspiegabile enfasi con la quale il Presidente Napolitano volle festeggiare il 150 anniversario dell’Unità del Paese.  Tutti diversi (la “ricchezza” nazionale fatta di molteplicità culturali ed ambientali), ma tutti uguali in stolidità e rapacità: un problema di tutti ed una manna per alcuni.

Il bollettino mattutino è impressionante e dimostra come il “decentramento” regionale si sia tradotto non già in una maggiore efficienza bensì in una più ampia ripartizione del “bottino”: da Genova a Palermo (con una “buona” sosta a Roma dove esplode il mega-scandalo dei rifiuti che hanno foraggiato un abile monopolista e generazioni di politici, incluso – secondo le cronache – quel Marrazzo già rientrato nei “gloriosi” ranghi della televisione di Stato dopo le note vicende di sesso e droga multiculturale) la “nomenklatura” locale offre in questi giorni il meglio di sé ma nessuno pensa che – oltre alle Provincie – andrebbero ripensate le regioni e le “funzioni” ad esse incautamente affidate.  Se a Palermo il “responsabile welfare” (suo?) dell’ “innovatore” Renzi, tal Faraone (tanto nomen…) risulta incluso tra gli indagati per un uso almeno opinabile delle risorse estorte ai cittadini (primato “storico” della Regione Sicilia, terra di agrumi pistacchi e legioni sterminate di “guardie” forestali), l’intera l’Italia vede esponenti di tutti i Partiti (inclusi quelli “cadaveri” come l’Italia dei valori – perduti – del moralizzatore Di Pietro) affaccendati nel banchetto finale.   Anzi non tutta perché se a Roma un bambino muore di “mal di pancia”(!) mal diagnosticato dalla sagace sanità locale, a Trento gli anziani disabili ricevono il pagamento regionale di un’assistente domiciliare.   Forse questa era l’unità da fare.  Piuttosto che da celebrare.

In questo marasma la politica – presunto “perno” della fuoriuscita dalla rituale Caporetto – che fa?    Altro piccolo elenco.   Mentre si attende la fine della “missione” messicana del giovane Letta, si scopre che l’inossidabile pupillo nazionale Angelino (ancora tanto nomen) Alfano (già alloggiato ai Parioli presso una casa di una società di quel Ligresti sodale della Ministro-prefetto Cancellieri) brigava per ottenerne un’altra per un amico.    Sui valori dell’amicizia non si scherza in quella che ottusamente si continua a definire la nostra “nazione”.

Da Benevento viene invece l’urlo di sdegno (la privacy, la privacy, la “barbarie”…)  della fatina De Girolamo, a suo dire vilipesa da chi ha mostrato come ella – più che occuparsi di tuberi e raccolti agricoli – si interessasse di lucrosi incarichi connessi a flebo e cateteri.  E qui siamo –come si è già detto – ai fescennini: non è “colpevole” chi fa le cosaccie, bensì chi le svela.   Tanto ciò è vero, che l’astuto consorte di Nunzia il PD Francesco Boccia (emulo dell’impareggiabile maestro D’Alema, già “padre” – con i “bingos” – della ludopatia che ammazza il poco che resta del pensiero nazionale) la difende prendendone le distanze: “ognuno è responsabile di quello che fa”, dixit .

E, sia detto tra parentesi, qui c’è una prova inconfutabile che i politici “non sono tutti uguali”.   Ah, ah, ah.

Ultima novità del giorno è – più che l’affaire Hollande – l’enfasi italica sull’evanescente tema. L’evidente tentativo è il parallelo ridimensionamento degli “affaires” Berlusconi (a proposito: tra quanti anni – anni- i carabinieri provvederanno a far eseguire la sentenza peraltro commutata nei “servizi sociali”, mentre i cittadini “normali” partono in ceppi all’istante e i debitori della GERIT si impiccano quando  gabellieri bussano?): si sorvola qui sul fatto che Hollande è un umano qualunque alle prese con i suoi problemi con donne adulte e non prezzolate.   Il “nostro” caso atteneva invece – tra l’altro – alle ingenti “quantità” (definizione dell’ineffabile avvocato  Ghedini) di femmine – anche minorenni – coinvolte… e spacciate per nipotine di influenti dittatori.

Ma agli Italiani questi dettagli sfuggono e – a stare ai sondaggi e alle complicità politiche in atto – non vedono l’ora di candidare il Caimano a tutte le possibili cariche europee e planetarie.   E’ il loro (nostro?) modo di ringraziarlo per avere “sostituito” l’IMU o tassazione patrimoniale sugli immobili (che esiste in tutta Europa) con dozzine di altri più onerosi balzelli.

Si diceva una volta (a Washington…) che le Filippine di Marcos fossero un Paese di bambini scemetti governato da un “figlio di p…”. Non fosse che la storia – nella sua incessante ripetitività – si fosse trasferita dalle parti nostre?

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