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07/01/2014

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Expo-2015

Francamente – e fortunatamente – il “super-ponte” di cui hanno “goduto” gli Italiani dalla vigilia di Natale fino al passaggio della vecchietta con la scopa (meglio: l’Epifania cristiana, a suo tempo salvata come giorno festivo dal paterno Andreotti)  ha registrato ben poche notizie e, praticamente, zero sul piano politico o delle catastrofi planetarie che talvolta introducono ad un nuovo anno.  Certo le nevi ludiche hanno preteso infortuni – più o meno seri – (da Schumacher all’inossidabile signora Merkel passando per il mistero dei due bambini “smarriti” nelle solitamente tranquille montagne laziali), ma – tutto sommato – un “carniere” mediatico prevedibile.   Viceversa le tre settimane hanno registrato una sorta di calma piatta (con qualche “onda anomala”) sul piano della politica interna.  Passiamo il tutto rapidamente in rassegna e senza nessuna pretesa di tracciarne una graduatoria.

L’ulteriore contrazione dello “spread” – del tutto prevedibile all’ombra del primato dell’ortodossia finanziaria – ci è stato presentato come un regalo coordinato e congiunto tra il presidente della BCE Draghi, l’ex Premier Prof Monti e quello attuale il giovane Letta. Il tutto fino alla rituale (calza dei regali…) affermazione dell’ineffabile Ministro Saccomanni che il 2014 sarà l’anno delle riduzioni fiscali.  Un sondaggio istantaneo ha certificato che solo un italiano su cinque ci crede… Tanto più in quanto la gragnuola di nuove tasse e maggiori imposizioni IREF (altro che sgravi…) è già partita con le addizionali regionali, cui seguirà l’annunciata raffica di tributi su case: il tutto a “compensazione” della vittoriosa (per Berlusconi e co.)  “cancellazione” dell’IMU.    Cinicamente verrebbe da dire: ben gli sta ai fessi che ci credono… e, d’altro canto, come si dice la “madre dei fessi è sempre incinta…).

Quanto al punto dello “spread”, le macerie sociali lasciate dalla “professoressa piangente” Fornero dicono chiaramente a chi va il “merito” dell’aggiustamento italiano.  Ammesso che duri.   Questo desolante panorama dovrebbe essere rischiarato da due fattori (vere e proprie “convergenze parallele”): la frenesia mediatica del neo-Segretario PD (riunioni mattutine di Segreteria “a giro” – come si dice a Firenze – per l’Italia e muniti di “lunch-box” forniti da Eataly…, nonché l’approntamento di un fantomatico “Job Act” che solo a nominarlo fa ridere (invece di ricordare la “Tennessee Valley Authority” del New Deal Rooseveltiano…) e la ossessiva ripetizione del mantra della “vittoria” ripetuto dal “Primo Ministro del Presidente”.

Intanto legge elettorale in alto mare, indicatori economici piatti, elezioni a febbraio in Sardegna sul nulla e nella più totale frantumazione (anche giudiziaria) delle candidature.

La fantastica “ripresa” di gennaio, il ritorno al quotidiano, non figurano però affatto nei mezzi di comunicazione: le televisioni scoppiano  di trionfanti immagini di Letta che sale in macchina, Letta che scende dalla macchina, Cicchitto Romani e Gasparri che “attraversano” il centro di Roma e via così in un vaudeville di “porte girevoli” interrotto solo (e non ce ne rallegriamo certo) dalle corrispondenze dall’Ospedale di Parma in cui è ricoverato Bersani.

O, peggio, da palpitanti interviste volanti rubate ad un Sottosegretario – Fassina “chi?” – dimessosi per lesa maestà o – forse – per la buona ragione politica dell’ovvia inconciliabilità della sua formazione “bocconiana” con le esigenze minime del post-comunismo padano di cui egli – ed i “giovani turchi del Pd” – è esponente.

La stampa scritta (e pagata con i soldi nostri…) è perfino peggio.   La “palma” spetta al quotidiano progressista (si fa per dire…) “La Repubblica” che ha annunciato la Befana con una falsificazione al 100×100: “Il Papa apre al riconoscimento delle coppie omosessuali…”.    Peccato che Bergoglio avesse il giorno prima messo proprio in guardia sulla complessità ed i rischi della transizione del costume e delle leggi familiari  con un aneddoto di segno opposto. Una bimba vittima del disagio che si spiegava così: “la fidanzata della mamma mi tratta male…”.   Dunque una cronaca o cretina o in malafede oppure evidentemente un ennesimo diversivo di fuga dalla realtà…  Sfuggito ai più (ma non a tutti i lettori e soprattutto a quelli che avevano ascoltato le parole del Papa) ha fornito l’occasione all’intelligente portavoce vaticano per una smentita inevitabilmente offesa e perfino sprezzante.

In verità il nuovo avanza a ritmo sempre più incalzante…  e la “perla” governativa è nuovamente il tambureggiamento sull’Expo di Milano.   Il “lancio” sui media poggia sul tema della nutrizione planetaria (forse risolubile dal sagace imprenditore di Eataly e dall’Università dello “Slow Food”…) ed è già scivolato su di una definizione sbagliata, in un inglese di pura fantasia o – peggio – dal significato sinistro.   La si riporta testualmente:… “Expo 2015, made of Italians…”.   “Of”, una preposizione che nel contesto alluderebbe ad un evento fatto di Italiani, pezzi di italiani… e magari è pure vero.      Resta l’interrogativo. Che volevano dire?

Certo un suggello negativo preventivo, mentre la Presidenza del Consiglio moltiplica le assunzioni ed alza le prebende.   “Darling…” diceva il film e – parafrasandolo – concludiamo: “è il “Sistema Italia”…

Ancora buon 2014.

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