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24/12/2013

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“Dividendi della stabilità, svolta generazionale, squadra destinata a durare” ed infine “non possiamo fallire”.  Così il “Re dei truismi” (= verità auto-evidenti e perciò che non richiederebbero dimostrazione alcuna anche se ovviamente tutte da dimostrare), il giovane (sempre meno…) Letta si è autocongratulato degli otto mesi del Gabinetto del Presidente da lui guidato.    Di più: l’anno prossimo anche “i San Tommaso si convinceranno”.. del nostro successo e dell’evidente uscita dalla crisi.

Chiunque – o quasi – sarebbe felice di prendere per buone queste dichiarazioni di Natale: peccato però che non vi siano un fatto od una cifra a confortarle.    Non importerebbe, nel Paese della fede e del tifo, se non fosse che proprio in questi otto mesi (al termine di un anno veramente “horribilis”) non vi sia stato un solo giorno senza una notizia disastrosa: disastrosa di per sé e disastrosa perché inequivocabilmente indicante la direzione sbagliata intrapresa.

A livello “macro”, la Legge di “stabilità” (bilancio) che verrà varata in un empito di eroismo “stakanovista” il 27 dicembre, “spezzando” le ben meritate vacanze di fine anno dei parlamentari (scherzo…), è talmente vuota da essersi attirata il giudizio completamente negativo del Presidente della Confindustria.   Figuriamoci quello dei lavoratori, o del 13% della popolazione ufficialmente disoccupata o di quel gagliardo record di 45% di giovani disoccupati.  Per non parlare del un giovane su tre che non studia e non lavora.  Davvero un “carniere” di buoni risultati.   Ma, di nuovo, il veleno e la certificazione del fatto che la strada intrapresa sarà buona per i mercati finanziari (spread, compact e compagnia cantante), ma non per gli Italiani in generale, né tanto meno per un’idea progettuale decente del Paese, basterà una breve rassegna delle imprese del Primo Ministro della “nuova” squadra.

Si prenda la compagine ministeriale e la sua “storia”: al primo giorno si caccia (a costo politico zero) la Ministra Idem, recidiva ma modesta evasora fiscale, poi si salva il Vice premier e Ministro dell’interno Alfano che – mentre preparava dalle spoglie di Berlusconi  una “ruota di scorta di voti” per il Letta medesimo – non si accorgeva che una madre con figlioletta veniva rapita dai servizi  segreti di un Paese dittatoriale, infine si “grazia” con tante scuse la Ministro Cancellieri, “rea” di avere incontrovertibilmente dimostrato come vanno le cose (da troppo tempo) in Italia.

Poi ci sono le “disgrazie” cancellate in fretta con qualche cerimonia e molta lagna (tipo: ci aiuti l’Europa): il mezzo migliaio di morti affogati (anche mentre partorivano) sono archiviati e i superstiti rimasti vengono “spruzzati” “en plein air” a reminiscenza di altri tempi e altri metodi.  Sempre nello stesso “cesto” dei reietti ci sono i dimenticati dei “centri di identificazione” che reclamano risposte con le automutilazioni: per non parlare delle carceri.  Intanto il condannato Berlusconi si sposta di magione in magione e raccoglie le forze per le prossime campagne elettorali oltre che per il salvataggio del “malloppo”.

In breve “cambiare qualcosa” (l’età anagrafica…) “per non cambiare nulla”.    Anzi fare appello a Berlusconi e Forza Italia – ancora… – contro ogni movimento (Cinque stelle in primo luogo) estraneo alla nomenklatura.   Il giovane Letta è stato molto chiaro: la “svolta generazionale”, la presa di potere dei quarantenni (boh!?) tutti – dicasi tutti – interni alla nomenklatura politica, è il massimo (non una premessa logica…) di rinnovamento applicabile a questo cadaverico Paese (termine preso dall’arciconservatore “Wall Street Journal”…). L’obiettivo è fissato e chiaro: tornare ad un fantomatico “glorioso passato” godendosi in pace i frutti di quasi un decennio di dure – ma secondo “loro”necessarie – “lezioni” impartite ai ceti subalterni.  Quelli nazionali e quelli che premono alle frontiere della “fortezza Europa”.
E chi non è d’accordo con questa situazione, e queste tristi prospettive, è populista (e passi…), e anche “nichilista”.

Buone feste.

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