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26/03/2015

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resti aereo

 

Che la realtà superi la fantasia, che il sentore – se non dell’Apocalisse – quanto meno di uno sfaldamento generalizzato possiamo capirlo tutti. Salvo naturalmente quelli che vogliono “durare” almeno fino al fatidico 2018. Allorchè un Parlamento ed un Governo (mummificato in fasce) eletti entrambi in un quadro giuridico dichiarato incostituzionale dalla stessa Corte se ne andranno a casa. La loro e speriamo che non si portino appresso la nostra (o quello che ne resta).

Lo sfondo non è solo quello della non più misteriosissima tragedia aerea sulle Alpi (dal suicidio di un pilota, al terrorismo, ad un guasto…, bensì con tutta probabilità appunto il “suicidio” del copilota) ma anche quello che ci si aggiunge dalle nostre parti: carabinieri-rapinatori al supermercato (con annessa sparatoria), instancabili dibattiti che vanno da quello farsesco sull’Italicum che (a detta dello “statista” di Rignano sull’Arno) ben presto tutta Europa (e perchè no il mondo e le Galassie…) ci copierà a quelli “classici” sulle intercettazioni e sulla corruzione che galoppa indisturbata. Intanto è già partita la cortina fumogena di “nuove” misure anti-terrorismo.

Naturalmente saltando a piè pari il fatto – che ormai sembra accertato – che perfino le cosiddette “misure” antiterrorismo, meglio anti-dirottamento non hanno impedito alcunchè, anzi lo hanno facilitato. Il che – a nostro avviso – conferma che la “forza lavoro” perfetta (quella che vuole ogni genere di “padroni”) è la più inaffidabile, non foss’altro perchè percorsa da spiegabili istinti suicidari. Esiste il precedente avvenuto qualche decennio fa del pilota giapponese gettatosi con il suo aereo ed un gran numero di passeggeri nella baia di Tokio. Naturalmente (in ossequio all’innaturale “etica” nipponica) senza che il copilota riuscisse ad impedire l’”insano gesto”.

Era “normale” in Giappone (anzi era proprio uno dei mille sintomi della nevrosi dell’Arcipelago): ora succede anche da noi. Ed allora chiediamoci perchè. Anzi mettiamolo nel programma di studio della incredibile “School of Government” di quella cosiddetta “Università” che è la LUISS. Proprio ove Matteosubito ha raccolto pochi giorni fa un vero e proprio trionfo…

L’errore di prospettiva consiste nel separare il fatto di ieri (relegandolo nell’eccezionale, nel “monstrum”) quando invece è esattamente il segnale d’allarme del malessere. Potremmo anche impietosamente accostare l’antico caso giapponese a quello tedesco: e non per le reminiscenze dell’Asse, quanto piuttosto per la fallacia del modello sociale di entrambi i Paesi. Per di più entrambi frustrati dalle rispettive totali sconfitte collettive non certo rimarginate con il “successo” economico (peraltro in Giappone archiviato da un quarto di secolo). Ma ora si dirà che il tutto era imprevedibile, che i piloti Lufthansa sono i migliori del mondo (fino a quando?). Che il copilota era stato soltanto “depresso”…

 Tornando alla “scala”- anzi “scaletta” italiana- come ognun vede, siamo ben oltre la “spuzza” denunciata dal buon Papa Francesco. Al punto che l’unica risposta ragionevole sarebbe accogliere l’antico invito del Vescovo di Acerra: “iatevenne”, andatevene. Quanto meno vi risparmierete, ci rispamieremo la rottura di c. derivante dall’instancabile chioccio di “figurine” capaci soltanto di perseguire il proprio personale tornaconto, ovvero un misto tra protagonismo paranoico ed avidità piccolo-borghese. Su di uno sfondo di assoluta ignoranza ed inconsistenza. Evviva.

 Certo il “malato” (il nostro Paese, noi) non è affatto immaginario. Certamente i dottori lo sono e la cura è sempre quella: salassi, fumisterie e – al massimo – un assortimento di placebi. Spicca tra questi il “placebo Cantone” che – secondo Renzi ed il suo Gabinetto – farebbe bene al solo evocarlo: peccato che non si veda un risultato che sia uno. E, d’altro canto – per bene che vada – i placebo avrebbero effetto al massimo su di un paziente su cinque. Il 20% delle vittime del morbo.

 Infatti la corruzione impazza come non mai ed aggiunge ogni giorno casi su casi. E’ una voracità terminale, fine a sé stessa. E rassicurata dal fatto che l’Italia – pur essendo il Paese più corrotto d’Europa (perfino l’Arma Benemerita già prediletta dal “caro leader” D’Alema ormai definitivamente orbato dei baffi d’acciaio parteciperebbe al mortuario festino), annovera il minor numero di detenuti per reati corruttivi. D’altro canto le carceri sono piene più di emarginati sociali, che di criminali.

Questi sono a casa loro o in villa.

 Difficile credere che possa – ancora una volta – funzionare il grande classico dell’”io speriamo che me la cavo…”. E’ viceversa possibile che funzioni ancora una volta lo schema della fiaba del “pifferaio di Hamelin” che guiderà tutti – dietro il suo flauto “magico” – fino ad affogarsi lieti e storditi nel fiume. D’altro canto il pifferaio esegue uno spartito scritto da volponi dotati di enormi mezzi di persuasione di massa (pagati dalle stesse vittime…) e dispone di un esercito di scherano volontari che aspirano solo alle briciole del banchetto. Un nuovo algoritmo dovrebbe infatti dirci quanti sono i cloni dell’Ercolino Incalza, i seguaci dei Lusi e dei Fiorito e dei Sindaci corrotti e predoni, delle mafie di tutte le città – grandi e piccole – d’Italia.

 Mentre, per una volta, mettiamo al secondo posto (e ne parleremo domani) le ultime prese di posizione dell’”eroico” Presidente della BCE Mario Draghi, suggeriremmo di riflettere su come il processo di deresponsabilizzazione individuale sia ormai niente più che un mantra malefico. Che per il fatto di essere da noi poco più che una farsa o un auspicio dei “riformatori” dei Noantri non è affatto scusabile ed anzi annuncia l’arrivo della pandemia.

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