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16/03/2016

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM

Renzi-al-Sisi

Una sorta di edizione straordinaria del più diffuso quotidiano italiano (“La Repubblica”) che, peraltro, ci auguriamo per l’editore (Carlo De Benedetti, già prima tessera del PD) sia stata remunerata come inserzione a pagamento, ospita un fascio di pagine redatte personalmente dal neo-direttore Calabresi (volato al Cairo per la bisogna) per fornire la versione – anzi la pre-pre versione del dittatore egiziano Al Sisi sul selvaggio omicidio di Giulio Regeni compiuto in quella capitale.

 

Occorre tornare a fatti “storici” (primo uomo sulla Luna, terremoti a migliaia di morti, ecc. ecc.) per vedere un simile profluvio di parole che al lettore comune risultano completamente inspiegabili.    Al Sisi – con il supporto di penne totalmente simpatetiche – non dice assolutamente nulla, anzi che gli “dispiace”  per i genitori di Giulio.   E allora?

Allora niente perché – se le “condoglianze coccodrillesche” aspiravano ad un minimo di credibilità – avrebbero dovuto essere inviate subito e non settimane, mesi dopo lo scempio.

 

Poi viene al sodo, Egitto e Italia si “amano”, hanno bisogno uno dell’altra, si capiscono e si arricchiscono reciprocamente.  Forse l’omicidio (non suo, ma semmai contro di lui) è per disturbare questo incontro di amorosi sensi: lo provano le coincidenze, ma lui, loro ci diranno tutto.  Appena lo scopriranno…. Con l’aiuto di “investigatori specializzati”… E già di questi “specialisti” ne hanno parecchi….

 

Lo si legga questo “scoop”  ad orologeria e si giudichi – ciascuno con la sua testa – se esisteva una qualunque condivisibile ragione per tanto risalto e – peggio – per questa assoluzione preventiva per una barbarie che non può che conciliarsi soltanto nella evidente doppia morale del “generale/Presidente (ovviamente preoccupato delle pur blande conseguenze italiane – e soprattutto internazionali – dell’accaduto), ma non può essere accettata da nessun connazionale del Regeni.  E da nessun cittadino del mondo, certo non dalle decine, centinaia di accademici e studenti democratici (per lo più non italiani…).     Possiamo dunque risparmiarci l’inutile fatica di smontare i “contenuti” riportati da chi è volato al Cairo per la “bisogna”.

 

Tanto in Italia uno soddisfatto c’è e si chiama – tanto per cambiare – Matteo Renzi, che ha parlato di “passo verso la verità”.      Certo lo è nella sua visione del mondo: come la ripresa, gli 80 euro (che, secondo Mario Monti “tintinnano” nella floride saccoccie degli Italiani), i 500, i rimborsi bancari e via blaterando.   Fino all’apoteosi di oggi: “troveremo insieme (Al Sisi, Renzi e compagnia cantante…) i colpevoli dell’omicidio Regeni”.  Sì, certo.

 

D’altro canto forse il Premier ha ragione: l’opinione pubblica italiana è intontita dallo specchio di sé (più che di lui…), la polemica sulle mamme (Vendola incluso, secondo l’arguto e caro Crozza) ed il loro impegno ed interesse prioritario per l’abboffata municipale della prossima primavera oscura tutto: lo dimostra il flop in Italia di “Fuocoammare” premiato a Berlino.    Chissenefrega, è il grido che sorge spontaneo.  Viva la polenta taragna, altro che cultura.

Aiutiamoli a casa loro…

Se poi non basta, ci pensano i due giovani eroi (ed i loro familiari) che – ad un quarto di secolo dal best-seller “American Psycho” dello statunitense Bret Easton Ellis – scoprono l’ebbrezza dell’omicidio gratuito e selvaggio. Peraltro, trattavasi di romanzo sul tedium vitae e non macelleria sugli umani. Li rivedremo presto ad X Factor.   I loro cari già appaiono in tempo reale sulla televisione pubblica e renziana, oltre che sulla rete.   Auguri a tutti e complimenti alle famiglie.   Peccato solo che il tutto dimostra perfino il retrogrado ed imitativo  “provincialismo” italiano rispetto alle avanguardie d’Oltreoceano.   Orsù, ricordiamoci la “saponificatrice” di Correggio che nel dopoguerra era non soltanto pluriomicida, ma anche saggia e produttiva massaia italica.

 

Auguri anche al Giudice Cantone, “moralizzatore di Stato” che ancora ieri spiegava pubblicamente di essere soddisfatto del suo lavoro, che peraltro – come ammetteva lui stesso – ha lasciato tale e quale la situazione della “moralizzazione”.     E certo: si stava scherzando….  A noi non interessa lo schifo romano, soltanto la gravidanza di Giorgia Meloni.

 

Cui prodest tutto questo?  Boh?  Esiste una risposta in questa afasia delle coscienze?  Per non parlare delle intelligenze…

E perfino nonostante il noto istinto di conservazione degli italiani, ormai rassegnati a tornare assai spesso in patria non solo morti ma anche con i loro corpi smembrati e violati…senza che il patrio governo (proprio quello che voleva “spezzare le reni all’India” per punizione della dorata prigione inflitta agli eroici Marò) emetta un congruo “flatus vocis”.

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