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11/02/2013
habemus-papam

Elezioni e dimissioni

Elections and resigning

Così l’incredibile è successo: il Papa si dimetterà dal seggio pontificio il 28 Febbraio.

Il voto del Conclave avverrà a Marzo. Nel frattempo l’unico esempio conosciuto nella storia di un Papa che da le dimissioni, è il famoso caso di Papa Celestino V (nel 1294), nei versi di Dante “l’uomo che fece –per viltade- il gran rifiuto”. Abbastanza singolare che il regista Nanni Moretti descrisse una trama simile nel suo film di due anni fa “Habemus Papam”. E -tra l’altro- in un film precedente (“Il Caimano”) aveva anticipato la più banale storia del ritorno di Berlusconi…“Si parva licet componere magnis”: se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi…

Stando alle parole di suo fratello (anch’egli vescovo ed esperto di musica cristiana), l’unica ragione della decisione del Papa Tedesco è la sua età avanzata e la sua debolezza riguardo ai doveri del Pontefice. Cosi conferma anche la versione ufficiale.

Con più probabilità c’è un’altra spiegazione e in qualche modo è considerata come la prima ed unica decisione “rivoluzionaria” del Papa Tedesco: dà le sue dimissioni come prova che anche la chiesa cattolica può drammaticamente rinnovarsi. In altre parole, l’incarico è stato svolto, oppure l’incarico è al di sopra delle sue attuali capacità. E, comunque, la dimissione è prevista come un atto unilaterale dal diritto canonico, quindi l’unica volontà necessaria è la sua.

Una parentesi di otto anni si chiude in questo modo plateale. Una parentesi – secondo molti osservatori- perche nessuna scelta chiara è stata fatta (non solo nel dialogo interreligioso, ma anche sulla difficile situazione interna alla Chiesa stessa: scandali e abusi inclusi).

Ora – come Hans Kung ha immediatamente richiesto- nessuna “influenza” diretta sulla scelta del successore di Benedetto XVI andrebbe accettata. E , dopo l’elezione del nuovo Papa, le ragioni (le ragioni “storiche”) della scelta di Ratzinger saranno chiare.

Per quanto riguarda l’Italia  l’impatto potrà essere valutato in giorni o settimane. auspicabilmente  le elezioni procederanno più o meno regolarmente. Ma nessuno può ignorare la contiguità fra la politica italiana e il Vaticano. E i vescovi Italiani sono notoriamente politicamente molto attivi nel proprio paese.

So the unbelievable happened: the Pope is resigning as of February the 28th.   The vote from the Conclave (the voting gathering of the Cardinals) will take place within March.  Meanwhile the only known past example of a Pope’s resignation is the famous case of Pope Celestino the Fifth (in 1294), in Dante’s verses “the man who – because of cowardice – made the great refusal”.  Oddly enough the Italian movie director Nanni Moretti in his movie “Habemus Papam”described a similar plot a couple of years ago. And – by the way – in a previous movie (The “Cayman”) he anticipated the more trivial history of the return of Mr Berlusconi… “Si parva licet componere magnis”: comparing big and small events…

According to his brother (also a bishop and an expert in Christian  music) the only reason for the German Pope’s decision is his old age and frailty with regard to the duties of the Pontiff.  This was also the official statement.

Most likely there is another explanation and somehow it is considered as the first and one “revolutionary” decision by the German Pope: he is offering his resignation as proof  that  the Catholic Church can also dramatically renew itself.  In other words, the task is accomplished, or else the task is beyond his current capacity. And, by the way, the resignation is foreseen as an unilateral act by Canonic Law, so the only necessary will is his own.

In this dramatic way a parenthesis of eight years comes to a close. Parenthesis –according to many observers – because no clear choices have been made (not only in the multi-faith dialogue, but also on the difficult situation inside the Church itself: scandals and abuses included).

Now – as Hans Kung immediately requested – no direct “influence” should be accepted regarding the choice of Benedict’s successor. And, after the new Pope’s election, the reasons (the “historical” reasons) of Ratzinger’s choice will be clear.

As far as Italy is concerned the impact could be assessed in days or weeks. Hopefully the elections will run more or less unaffected.  But nobody can ignore the contiguity between Italian politics and the Vatican: and Italian bishops are politically very active in their country.

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