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12/10/2012
Trattati di Roma 1957

A chi il Premio Nobel? All'Unione Europea.

Who won the Nobel Prize? EU.

Il Premio Nobel 2012 è appena andato a…indovina chi: l’Unione Europea.    Ancora una volta il Comitato norvegese per questo Nobel tematico ha scelto la linea dell’”incoraggiamento”, come era stato il caso del Presidente Obama. Una sorta di futura memoria: prima il riconoscimento, poi i fatti.

Il messaggio è chiaro, benchè il suo successo (esattamente come era accaduto per il Presidente statunitense) rimanga assai incerto ed il Presidente europeo Barroso – con apprezzabile modestia  e rispetto per le motivazioni del Premio – ha sottolineato l’eredità di sei decenni di riconciliazione (dopo la Seconda Guerra mondiale), di vantaggio reciproco, di democrazia, di primato della legge, di diritti umani nonché di allargamento dai sei Paesi originari a quasi tutto il Continente.

Di fatto questo è il passato, il futuro di questa integrazione regionale, che a suo tempo aveva sollevato così tante aspettative ed era considerata come un esempio per qualunque altro gruppo regionale alla ricerca di un approccio federativo o – quanto  meno – uno stabile quadro multilaterale, appare oggigiorno cupo o – per dire il meno – riluttante.

Con un paradosso che colpisce il Premio è venuto da Oslo, la Capitale di un Paese europeo che non è membro dell’Unione…

Inoltre c’è da dubitare che l’attuale ossessione per l’austerità e il “fiscal compact”  possano giustificare ogni ulteriore aspettativa. Ugualmente dubbio è che la Banca Centrale Europea possa essere il motore di questa “nuova ispirazione”…

Per questa ragione l’attuale “grande onore” è ancora da meritarsi.

Infine, di fatto, solo Francia e Germania sono statemenzionate in questa occasione, mentre l’Italia (ospite dei celebrati “Trattati di Roma”) rimane in seconda fila

Nessuna sorpresa considerando l’attuale situazione politica in Italia: il dibattito sui temi di fondo approssimandosi le elezioni politiche della primavera prossima ( e la concomitante elezione del presidente della repubblica) è completamente piatto (= zero).

L’oligarchia politica, la cui inefficienza è uguale soltanto alla sua avidità, è concentrata sulla propria sopravvivenza., e la sola visibile alternativa è una celebrità comica del passato che dirige un partito informale su internet ovvero con spettacoli di strada in tutta Italia. La sua ultima “performance” è stata la traversata a nuoto del canale di Sicilia.

Migliaia di chilometri lontano dalla solennità –e dalle motivazioni- di questo Premio Nobel.

Nobel Peace Prize 2012 just went to… guess who: theEuropean Union.    Once again the Norwegian Committee for this section of the Nobel Prize has chosen the strategy of “encouragement”, as it was the case for President Obama.

The message is clear, although its success (exactly as it happened for the US President) remains highly uncertain and European President Barroso – with remarkable self restraint and respect for the motivation of the Prize – stressed  the heritage of “six decades” of reconciliation (after the II World War), mutual benefit, democracy, rule of law, human rights and even the enlargement from the original six Countries to almost the whole of the Continent.

As a matter of fact this is the past, the future of this regional integration, that once raised so many expectations and was regarded as an example for any other regional group seeking a federative approach or – at least – a stable multilateral framework, appears nowadays gloomy or – to say the less – reluctant.

In a striking paradox the Prize arrived from Oslo, a Capital of a European Country that is not a Member of the Union….   And – on a final note – it remains doubtful that the present obsession about austerity and fiscal compact could justify any further expecations.  Equally doubtful is that European Central Bank can be the engine of this “new inspiration”…

Therefore this “great honour” has still to be deserved.

Lastly, as a matter of fact only France and Germany have been mentioned on this occasion, while Italy (host of the celebrated “Treaties of Roma”…) remains in the second line.

No surprise considering the current political situation in Italy: the debate on issues toward the political election of next spring (and the concurrent election of the President of the Republic) is totally flat (=zero).       The political oligarchy, whose inefficiency is only equal to its greed, is focus on its survival and the only visible alternative is a former comic celebrity leading an informal party from the net or with road shows across Italy. His last performance was swimming across the Sicily Channel.

Thousand miles away from the solemnity – and the motivations -of this Nobel Prize.

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